Petralia Sottana abbraccia la famiglia di Yonas: vittima del naufragio di Lampedusa
PETRALIA SOTTANA (PA) – Ieri, come ogni anno, la comunità di Petralia Sottana si è raccolta per commemorare le vittime del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013, in cui perse la vita il giovane eritreo Yonas Tekle Tesfay. Ma quest’anno, più che una celebrazione della “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza”, è stato un abbraccio profondo, reso ancora più intenso dalla presenza della madre Mihret, dei fratelli Tedros ed Esey e del piccolo nipote Emmaus.
💔 Un dolore che unisce, una memoria che costruisce
La cerimonia non ha avuto il tono formale di una commemorazione, ma quello intimo di un incontro tra affetti, comunità e memoria condivisa. Il dolore per la perdita di Yonas non si è dissolto, ma ha generato legami che travalicano il tempo e le distanze, trasformando la sofferenza in solidarietà concreta.
🌍 Un gesto per ogni vita spezzata
A rendere omaggio ai tanti naufraghi senza nome, anche i giovani africani che oggi vivono a Petralia Sottana e Petralia Soprana, parte integrante della comunità locale. Insieme alla famiglia Tesfay, hanno deposto un fiore per ogni lapide, in un gesto semplice ma potente, che rinnova il dovere collettivo di restare umani.
🕊️ Un messaggio universale in tempi di guerra
“In un tempo in cui, da Gaza all’Ucraina, dal Sudan a tante terre senza nome, troppi vivono la tragedia della guerra e del genocidio, ricordare Yonas e i suoi compagni di viaggio significa riaffermare il valore della vita, dell’accoglienza e della dignità,” ha dichiarato uno dei promotori dell’iniziativa.
La giornata si è conclusa con momenti di raccoglimento, testimonianze e parole che hanno intrecciato memoria e speranza, in un territorio che continua a scegliere l’inclusione come risposta alla tragedia.

Giornalista
