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Polizia Locale di Catania sequestra un’autocarrozzeria abusiva a Primosole: trovati rifiuti pericolosi e due veicoli rubati

CATANIA – Una vasta area a fondo sterrato nella zona di Collina Primosole è stata posta sotto sequestro dagli agenti della Sezione Ambientale della Polizia Locale di Catania, impegnati in un servizio mirato al contrasto degli illeciti ambientali. All’interno del terreno, gli operatori hanno individuato una autocarrozzeria abusiva gestita da un uomo di 63 anni, identificato con le iniziali C.F., priva di qualsiasi autorizzazione amministrativa: né iscrizione al registro delle imprese artigiane, né segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) presentata al Comune.

Rifiuti speciali e pericolosi smaltiti senza alcuna precauzione

L’intervento ha fatto emergere un quadro particolarmente grave sotto il profilo ambientale. Sul terreno non impermeabilizzato erano presenti batterie esauste, parti meccaniche, componenti elettriche, un fusto di olio esausto, numerosi pneumatici fuori uso e altri rifiuti speciali e pericolosi, tutti gestiti senza le minime cautele previste dalla normativa. Una condotta che espone il suolo e l’ambiente circostante a rischi di contaminazione.

Ventina di auto accatastate e due risultate rubate

All’interno dell’area erano inoltre parcheggiate – o più precisamente ammassate – circa venti autovetture in attesa di riparazione. Gli accertamenti immediati hanno permesso di scoprire che due di questi veicoli risultavano provento di furto, circostanza che ha aggravato ulteriormente la posizione del gestore.

Sequestro dell’area e denuncia del responsabile

Al termine delle verifiche, gli agenti hanno proceduto al sequestro preventivo dell’intera area, delle attrezzature e dei materiali presenti. Il 63enne è stato denunciato per reati ambientali e per ricettazione, mentre per l’esercizio abusivo dell’attività è stata elevata una sanzione amministrativa di 6.000 euro.

Indagini in corso sui proprietari dei veicoli

In una nota congiunta, il Comandante Peruga, il Vice Blasco e il Commissario Lizzio hanno precisato che le indagini proseguiranno per identificare i proprietari delle auto presenti al momento del controllo e verificare se fossero consapevoli dell’illegalità dell’officina o se siano stati attirati da tariffe inferiori a quelle di mercato.