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Ponte sullo Stretto: miliardi per un miraggio, mentre la Sicilia affonda nelle buche.

𝑫𝒊 𝑴. 𝑪𝒖𝒄𝒄𝒉𝒊𝒂𝒓𝒂 ✍️

Il Ponte sullo Stretto è tornato a occupare le prime pagine, sbandierato come la grande opera che proietterà il Sud nel futuro.

Ma la realtà, sotto gli occhi di ogni siciliano, racconta un’altra storia: strade dissestate, autostrade ridotte a percorsi di guerra, viadotti insicuri e ferrovie ferme a un secolo fa.

E allora la domanda si impone: che senso ha costruire un ponte da miliardi quando l’isola stessa cade a pezzi?

La propaganda parla di sviluppo e modernità. Ma dietro le cifre faraoniche del progetto — oltre tredici miliardi di euro — si nasconde l’ennesima illusione di cemento.

Un ponte immenso che rischia di diventare un monumento alla velleità, mentre i cittadini continuano a contare i danni alle proprie auto su strade sbriciolate e a rischiare la vita su tratti autostradali che definire pericolosi è un eufemismo.

Gli esperti hanno segnalato decine di criticità: fondazioni su faglie attive, calcoli aerodinamici incompleti, impatti ambientali devastanti.

I ricorsi si moltiplicano, le associazioni ambientaliste gridano allarme, l’Europa osserva con sospetto.

Ma chi governa tira dritto, come se le obiezioni fossero fastidi marginali e non questioni vitali di sicurezza e sostenibilità.

Il vero scandalo non è solo l’azzardo ingegneristico. È la gerarchia delle priorità.

Perché se davvero la politica avesse a cuore la Sicilia, partirebbe dalle strade che collegano i paesi, dalle arterie provinciali che isolano comunità intere, dalle infrastrutture di base che ogni giorno costano ai siciliani tempo, denaro e sicurezza.

Un ponte che non collega nulla non è progresso, è un inganno. È la rappresentazione plastica di un Mezzogiorno usato come palcoscenico di grandi promesse e mai come destinatario di vere soluzioni.

E allora l’indignazione è necessaria. Perché i miliardi promessi al Ponte potrebbero restituire dignità alle nostre strade, garantire trasporti rapidi e sicuri, creare lavoro vero.

Invece si preferisce inseguire un miraggio: un’opera spettacolare per coprire il vuoto della politica quotidiana.

La Sicilia non ha bisogno di un ponte che attraversi il mare. Ha bisogno che qualcuno si decida finalmente a ricucire le ferite della sua terra.