Porti italiani in svendita: il manuale del favore politico
ROMA – Domenica 24 agosto 2025.
Dietro le quinte delle Autorità di sistema portuale italiane si consuma una delle pagine più grottesche e vergognose della politica nostrana. Non nomine trasparenti, non curricula invidiabili, ma promozioni calate dall’alto come fossero premi da lotteria truccata: la regola è una sola, essere “amico” di chi comanda.
Il meccanismo è spietato e insieme ridicolo: Salvini e Rixi, con la loro rete di fedelissimi, hanno ridotto i porti italiani a pedine di un Risiko clientelare, distribuendo incarichi strategici come si distribuiscono caramelle a una festa paesana. Il mare, che dovrebbe essere cuore pulsante dell’economia e della dignità nazionale, diventa così il palcoscenico di una farsa.

Le “pagelle” diffuse oggi non sono altro che il sigillo di un potere che premia non il merito, ma la fedeltà cieca. Un teatro dell’assurdo dove manager improvvisati vengono osannati solo perché hanno “il numero giusto” in rubrica. E intanto, l’Italia affonda tra cantieri bloccati, fondi persi e rotte strategiche cedute all’incapacità programmata.
La domanda che resta sospesa è terribile: chi difende i nostri porti, le nostre merci, la nostra sicurezza?
Se le poltrone sono ridotte a premio di consolazione per cortigiani di partito, allora il futuro della portualità italiana è già scritto: mediocrità elevata a sistema.
Un Paese serio avrebbe gridato allo scandalo. Qui, invece, si applaude al “genio politico” che trasforma il bene comune in bottino privato.
Oggi non parliamo di nomine: parliamo di un affronto allo Stato.

Maria Cucchiara – Docente di filosofia e storia, scrittrice e collaboratrice di Radio Amica. Appassionata di cultura, attualità e impegno sociale, racconta la realtà con sensibilità e sguardo critico, unendo attenzione al territorio e apertura internazionale.
