Quattro cadaveri in mare segnalati da ONG al largo delle coste tunisine
Nella giornata di ieri il Centro Operativo Nazionale della Guardia Costiera italiana ha ricevuto una segnalazione da parte di una nave appartenente a un’Organizzazione non governativa, relativa all’avvistamento di tre cadaveri in avanzato stato di decomposizione al largo delle coste tunisine, a circa 36 miglia nautiche da Zarzis, in un’area ricadente nelle zone SAR di competenza tunisina e libica.
Un secondo avvistamento da parte di un velivolo ONG
Nelle stesse ore, un velivolo impiegato da un’altra ONG ha segnalato la presenza di un ulteriore cadavere, anch’esso in avanzato stato di decomposizione, nello stesso tratto di mare. Al momento non è possibile stabilire se i due avvistamenti siano riconducibili alla medesima circostanza o a episodi differenti.
Segnalazioni inoltrate alle autorità competenti
Le segnalazioni sono state immediatamente trasmesse dalla nave e dal velivolo ai centri di coordinamento del soccorso marittimo tunisino, libico e maltese. Il Centro Operativo Nazionale della Guardia Costiera italiana ha provveduto a rilanciare le informazioni alle autorità competenti per la ricerca e soccorso in mare (SAR) dell’area interessata, affinché possano valutare gli interventi necessari.
Un tratto di mare spesso teatro di tragedie
Il quadrante marittimo tra Tunisia e Libia è da anni uno dei più complessi del Mediterraneo, caratterizzato da intensi flussi migratori, condizioni meteo spesso difficili e frequenti segnalazioni di naufragi o imbarcazioni alla deriva. La presenza di cadaveri in mare, purtroppo, è un fenomeno che testimonia la persistente vulnerabilità delle rotte migratorie e la difficoltà delle operazioni di soccorso in aree SAR frammentate tra diverse giurisdizioni.

Giornalista
