Ragusa ricorda Maria Occhipinti a trent’anni dalla scomparsa
Ragusa – A trent’anni dalla scomparsa di Maria Occhipinti, Ragusa torna a interrogarsi sul valore della libertà, del coraggio e della giustizia incarnati da una delle figure più significative della sua storia civile. Per la Consulta Femminile, questo anniversario non è soltanto un momento di commemorazione, ma l’avvio di un percorso più ampio: restituire visibilità alle donne che hanno contribuito alla storia della comunità, troppo spesso rimaste ai margini della memoria pubblica.
Un impegno culturale contro l’invisibilità delle donne
Da anni la Consulta porta avanti un lavoro costante per contrastare l’invisibilità femminile nella storia e nello spazio urbano: iniziative dedicate alle Madri Costituenti, la valorizzazione di Rosa Balistreri con l’intitolazione del chiostro del Centro Commerciale Culturale, progetti di toponomastica femminile, percorsi educativi e attività culturali rivolte alla cittadinanza. «Una città che dimentica le proprie donne racconta solo una parte della propria storia», sottolinea la Consulta.
La proposta: ridare identità alla Rotonda Maria Occhipinti
Da questa visione nasce la proposta di valorizzare la Rotonda dedicata a Maria Occhipinti, uno dei pochi spazi pubblici intitolati a una donna. Oggi l’area versa in condizioni di trascuratezza: la targa è sbiadita, manca qualsiasi elemento narrativo e il luogo rischia di essere percepito come un semplice punto panoramico, privo della memoria che dovrebbe custodire.
La Consulta ha avviato un’interlocuzione con il Sindaco e l’Assessora alle Pari Opportunità per promuovere un progetto condiviso che preveda: recupero e riqualificazione dello spazio, una nuova targa con contenuti narrativi, un QR code per approfondimenti storici, il coinvolgimento delle scuole con un concorso di idee, una programmazione culturale permanente dedicata alla memoria e alla cittadinanza attiva.
Maria Occhipinti: una storia che parla ancora al presente
Ricordare Maria Occhipinti significa riconoscere il valore di una donna che seppe trasformare il dissenso in responsabilità civile, la difesa della vita in impegno sociale, la libertà in testimonianza. Una figura che continua a parlare alle nuove generazioni e che merita di essere parte integrante della memoria collettiva della città.
Un anniversario come punto di partenza
La Consulta propone che il trentesimo anniversario non sia il punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso duraturo. «La memoria non vive nelle celebrazioni di un solo giorno – afferma la Consulta – ma nei luoghi che sappiamo custodire e nei valori che scegliamo di trasmettere».
In un Paese dove gli spazi pubblici dedicati alle donne restano pochi, prendersi cura della Rotonda Maria Occhipinti assume un significato che va oltre la riqualificazione urbana: è un atto culturale e civile, un modo per affermare che la storia delle donne non può più essere invisibile.
Un invito alla città
La Consulta Femminile invita l’Amministrazione, le istituzioni, le scuole e la cittadinanza a trasformare questo anniversario in un progetto condiviso, capace di rendere la Rotonda un luogo vivo, riconoscibile e partecipato. Perché una città è davvero inclusiva quando riconosce il valore delle donne non solo nelle parole, ma anche nei luoghi che dedica alla loro memoria.

Giornalista
