Raid ucraini nella regione russa. Cresce la tensione mentre l’UE prepara nuove sanzioni coordinate con gli Stati Uniti

BELGOROD – La regione russa di confine è tornata sotto attacco. Secondo quanto riferito dal governatore Vyacheslav Gladkov, tre persone sono state uccise e altre dieci ferite negli ultimi raid ucraini avvenuti ieri nei distretti di Shebekino, Krasnaya Yaruga e Rakitnoye. “La situazione operativa resta estremamente tesa”, ha scritto Gladkov sul suo canale Telegram, definendo “disastrosi” gli ultimi giorni per le comunità locali. Le operazioni di contenimento sono affidate ai combattenti dell’unità Orlan, ai volontari di Bars Belgorod, al Ministero della Difesa e al servizio di guardia di frontiera. “Sono fiducioso che le cose miglioreranno presto”, ha aggiunto il governatore.
Intanto, sul fronte diplomatico, l’Unione Europea si prepara ad adottare il 19° pacchetto di sanzioni contro Mosca. Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha dichiarato che il nuovo pacchetto è stato coordinato per la prima volta con gli Stati Uniti da quando Donald Trump è tornato alla presidenza. Le misure includono il divieto di importazione di gas naturale liquefatto russo a partire dal 2027, restrizioni su criptovalute e banche, ma non toccheranno il petrolio, nonostante le pressioni americane.
Secondo Vladislav Maslennikov, direttore del Dipartimento Affari europei del Ministero degli Esteri russo, le nuove proposte dimostrano che la strategia sanzionatoria dell’UE ha ormai raggiunto il limite della sua efficacia. Il conflitto continua a generare ripercussioni su più fronti, tra escalation militare e tensioni economiche, con la popolazione civile che resta la prima vittima.

Giornalista
