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Regione Siciliana, all’Ars si riparte tra riforma dei Comuni, nodo terzo mandato e tensioni nella maggioranza

L’Assemblea regionale siciliana riapre i lavori con un’agenda densa e un clima politico tutt’altro che sereno. La riforma degli enti locali torna al centro del dibattito, ma a dominare la scena è soprattutto il tema più divisivo delle ultime settimane: l’ipotesi di introdurre il terzo mandato per sindaci e amministratori locali.

Il disegno di legge sugli enti locali, atteso da anni, punta a ridisegnare competenze, governance e servizi dei Comuni siciliani. Tra gli obiettivi dichiarati:

● maggiore efficienza amministrativa

● riduzione delle sovrapposizioni tra enti ● rafforzamento delle Città metropolitane e dei Liberi consorzi

● gestione associata dei servizi nei territori più piccoli.

Un percorso complesso, già segnato da emendamenti e richieste di modifica da parte di diversi gruppi parlamentari.

Ma è il terzo mandato a catalizzare l’attenzione politica. L’eventuale apertura alla possibilità di ricandidarsi per una terza volta divide profondamente la maggioranza. Da un lato, una parte dei deputati e degli amministratori locali spinge per un allineamento alla normativa nazionale, sostenendo che la continuità amministrativa sia fondamentale soprattutto nei piccoli Comuni, spesso alle prese con carenze di personale e difficoltà strutturali. Dall’altro, una componente della stessa coalizione teme che la misura possa alterare equilibri politici consolidati, favorire alcuni territori rispetto ad altri e generare tensioni interne in vista delle prossime amministrative. Il tema, già esplosivo, rischia di rallentare l’intero iter della riforma. Nei corridoi di Palazzo dei Normanni si parla apertamente di “linee rosse” e di possibili strappi se il testo dovesse essere modificato in un senso o nell’altro.

Le frizioni sul terzo mandato si sommano a quelle già emerse nelle ultime settimane su nomine, gestione dei fondi e rapporti tra i partiti della coalizione. Alcuni deputati di area governativa hanno manifestato apertamente il proprio malumore, mentre l’opposizione osserva e prepara una strategia per sfruttare ogni crepa.

Il presidente della Regione invita alla compattezza, ricordando che la riforma degli enti locali è un passaggio strategico per modernizzare l’amministrazione siciliana. Ma la sensazione è che la tenuta della maggioranza dipenderà proprio da come verrà sciolto il nodo del terzo mandato.

La Commissione Affari istituzionali riprenderà l’esame del testo nei prossimi giorni. In Aula si prevede un confronto serrato, con il terzo mandato destinato a diventare il vero banco di prova della coalizione. Sul tavolo restano anche altri dossier: bilancio, sanità, infrastrutture e fondi europei. Ma è la riforma dei Comuni, con il suo carico di implicazioni politiche, a segnare l’avvio di una fase delicata per il governo regionale.