Revocati progetti per 44 milioni in Sicilia. Varrica (M5S): «Siamo il bersaglio preferito del governo Meloni»
PALERMO – Nuova battuta d’arresto per la rigenerazione urbana in Sicilia. Un decreto del Ministero dell’Interno, emanato il 24 luglio 2026 di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ridefinisce il quadro degli interventi finanziati con il PNRR e con risorse nazionali, revocando definitivamente progetti per 113 milioni di euro in tutta Italia. Ben 44 milioni riguardano la Sicilia.
«La Sicilia si conferma il bersaglio preferito del governo Meloni – afferma il deputato regionale del M5S Adriano Varrica –. Quasi il 40% dei progetti stoppati riguarda la nostra isola, e il paradosso è che le amministrazioni penalizzate sono quasi tutte di centrodestra. Questo dimostra che non c’è stata la capacità di avere un’interlocuzione proficua neanche all’interno dello stesso schieramento».
Secondo Varrica, la revoca è frutto di una scelta politica del centrodestra che, nel 2024, ha modificato una norma definanziando i progetti degli enti che non avevano ancora aggiudicato gli appalti, «applicando una tagliola agli enti locali, nonostante gli emendamenti del Movimento 5 Stelle». «A pagare – aggiunge – sarà la collettività, con una pesante battuta d’arresto per la rigenerazione urbana».
I progetti revocati o in corso di revoca
- Palermo — Recupero vecchio approdo Vergine Maria (2,8 mln); riqualificazione foce fiume Oreto (12 mln); Parco Villa Turrisi (5,2 mln).
- Agrigento — Riqualificazione quartiere Santa Croce (10 mln).
- Rosolini — Ex mattatoio (800mila); riqualificazione urbana via Paolo Orsi–Piazza Garibaldi (600mila); restauro complesso S. Caterina (750mila).
- Monreale — Rifunzionalizzazione edificio municipale (1,9 mln); arredo urbano via Miceli (1,75 mln); riqualificazione quartiere Pozzillo (1,35 mln).
- Ribera — Ristrutturazione antico mattatoio (3,5 mln).
- Pachino — Parco urbano Chiusa Rizza (2 mln).
- San Giovanni La Punta — Aree parcheggio cimitero (350mila).
- Pozzallo — Passerella ciclo‑pedonale (1 mln).
La revoca dei fondi rappresenta un duro colpo per i territori coinvolti, che vedono sfumare interventi strategici per la riqualificazione urbana, la valorizzazione degli spazi pubblici e la rigenerazione di aree degradate.

Giornalista
