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Riserva Bosco d’Alcamo, quasi 400mila euro di fondi pubblici e molte criticità: la rete Funtanazza Bene Comune chiede chiarezza

ALCAMO – La rete Funtanazza Bene Comune rende noti gli esiti del monitoraggio civico svolto in occasione del 42° anniversario della Riserva Naturale Bosco d’Alcamo, verificando gli interventi finanziati con 380mila euro destinati alla valorizzazione del Monte Bonifato.

Le verifiche hanno evidenziato numerose criticità: servizi dell’area picnic ancora chiusi, punti acqua non funzionanti, Casa del Boscaiolo in stato di abbandono, Giardino Botanico mai realizzato (con piantumazioni mancanti e piantine rinsecchite), cestini non installati, alberi pericolanti nell’ex Parco Avventura e centinaia di alberi bruciati ancora presenti sul versante sud.

La rete segnala inoltre l’assenza del piano di manutenzione, la mancata nomina del Direttore della Riserva, l’inattività del Consiglio Scientifico da oltre 15 anni e la situazione di degrado della Funtanazza, sgomberata nel 2024 e oggi inutilizzata. «Serve una visione chiara per il futuro della Riserva: non si possono investire risorse pubbliche e lasciare strutture chiuse e opere non fruibili», afferma la rete.

Funtanazza Bene Comune chiede a Comune di Alcamo, Libero Consorzio di Trapani e Regione Siciliana di verificare pubblicamente quanto emerso e di avviare un percorso di confronto con la cittadinanza attiva.

Le istituzioni -si legge nel comunicato – sono invitate a partecipare all’assemblea pubblica del 25 luglio, dedicata al futuro del Monte Bonifato e della Funtanazza come bene comune.