Roma, imbrattata la statua di Giovanni Paolo II durante corteo pro-Palestina: condanna bipartisan
ROMA – È diventata virale già nella mattinata di venerdì 3 ottobre l’immagine della statua di papa Giovanni Paolo II con una kefiah, durante la manifestazione pro-Palestina promossa da Cgil, Usb, associazioni palestinesi e studenti.
🖊️ Scritte e simboli sulla base della statua
Sulla parte bassa del monumento sono comparse scritte offensive, tra cui “Fascista di…” e il simbolo della falce e martello. I militari hanno avviato le procedure per la rimozione delle scritte e il ripristino del decoro urbano.
📣 Reazioni politiche: condanna unanime
La premier Giorgia Meloni ha commentato duramente l’accaduto: “A Roma hanno imbrattato la statua dedicata a San Giovanni Paolo II: dicono di scendere in piazza per la pace, ma poi oltraggiano la memoria di un uomo che della pace è stato un vero difensore e costruttore. Un atto indegno commesso da persone obnubilate dall’ideologia, che dimostrano totale ignoranza per la storia e i suoi protagonisti.”
Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso indignazione: “Non ci sono parole per condannare la profanazione della statua di San Giovanni Paolo II alla stazione Termini di Roma da parte di estremisti di sinistra in occasione dello sciopero e della manifestazione di questi giorni. Basta odio! Basta cattivi maestri.”
🔍 Un gesto che divide
L’episodio ha suscitato reazioni contrastanti anche tra i partecipanti al presidio, alcuni dei quali hanno preso le distanze dal gesto, mentre altri lo hanno interpretato come provocazione simbolica. Le autorità stanno valutando l’installazione di sistemi di sorveglianza aggiuntivi nell’area, già sotto osservazione per l’elevata affluenza e la delicatezza del contesto.

Giornalista
