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San Giuseppe Jato accoglie una delegazione di magistrati cileni: visita al Giardino della Memoria nell’ambito del progetto IILA

SAN GIUSEPPE JATO (PA) – Una delegazione composta da venti magistrati della Fiscalía Supraterritorial del Cile – la Procura Sovraterritoriale cilena – è stata accolta oggi a San Giuseppe Jato nell’ambito di una visita istituzionale promossa dall’Organizzazione Internazionale Italo‑Latinoamericana (IILA). L’obiettivo dell’iniziativa è rafforzare la cooperazione giudiziaria tra Europa e America Latina e approfondire il modello antimafia italiano. A guidare la delegazione, accompagnata dal console onorario del Cile Achille Chiriaco, è stato il procuratore generale cileno Ángel Valencia Vásquez.

Prima tappa a Palermo, poi l’arrivo a San Giuseppe Jato

Dopo le visite istituzionali a Roma e Napoli, questa mattina i magistrati cileni sono stati ricevuti al Tribunale di Palermo dal procuratore della Repubblica Maurizio de Lucia e dal procuratore generale Lia Sava. Nel pomeriggio la delegazione ha raggiunto San Giuseppe Jato, dove è stata accolta nell’Aula consiliare dal sindaco Giuseppe Siviglia e dal presidente del Consiglio comunale Antonino Liuzza, nell’ambito del Progetto Falcone‑Borsellino. Durante l’incontro si è svolto anche uno scambio di doni istituzionali: il sindaco Siviglia ha consegnato ai magistrati delle mattonelle commemorative realizzate con il logo del Comune e la data della visita.

Il momento più intenso: il Giardino della Memoria

Cuore della giornata è stata la visita al Giardino della Memoria, luogo simbolo della lotta alla mafia, dove fu ritrovato il corpo del piccolo Giuseppe Di Matteo. Qui Lorenzo Tardelli, responsabile del servizio cooperazione europea dell’IILA, ha raccontato ai magistrati cileni la storia del sequestro e dell’omicidio del bambino, spiegando il valore civile di questo sito.

Siviglia: “I beni confiscati diventano lavoro e legalità”

Nel suo intervento, il sindaco Siviglia ha illustrato il modello di gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, raccontando l’esperienza del Consorzio Sviluppo e Legalità. «Abbiamo spiegato – ha detto Siviglia – come i sindaci affidino i beni confiscati alle cooperative sociali. Abbiamo mostrato i prodotti di Libera Terra, per dimostrare che ciò che era della mafia può diventare sviluppo, lavoro e legalità».

Valencia Vásquez: “Un confronto che rafforza le nostre capacità investigative”

A chiudere l’incontro è stato il procuratore generale cileno Ángel Valencia Vásquez, che ha sottolineato l’importanza del confronto con le istituzioni italiane impegnate nella lotta alla criminalità organizzata.

Un ponte tra Europa e America Latina

La visita si è conclusa con un momento di riflessione condivisa, rafforzando il legame tra istituzioni che, anche a livello internazionale, lavorano per diffondere la cultura della legalità, la cooperazione giudiziaria e la giustizia sociale.