San Giuseppe Jato: il gruppo di minoranza “Uniti per Cambiare” denuncia l’abbandono del Giardino della Memoria
Il gruppo consiliare di minoranza “Uniti per Cambiare” ha espresso forte critica nei confronti dell’amministrazione comunale di San Giuseppe Jato riguardo alla gestione del Giardino della Memoria. La questione è emersa in occasione dell’anniversario dell’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, tragicamente ucciso dalla mafia, evento che ricorre ogni 11 gennaio.
Il gruppo di minoranza ha commentato le recenti dichiarazioni del sindaco, che ha pubblicamente manifestato indignazione per le condizioni di abbandono del Giardino della Memoria, preannunciando la revoca della concessione all’associazione che attualmente gestisce il sito. Tuttavia, secondo “Uniti per Cambiare”, il degrado del Giardino è imputabile anche alla mancata vigilanza dell’amministrazione comunale.
I consiglieri di minoranza hanno ricordato di aver già sollevato la questione durante una seduta del consiglio comunale dello scorso 18 dicembre, presentando un’interrogazione urgente in cui si contestava la mancanza di interventi dell’amministrazione. L’interrogazione puntava il dito contro il mancato supporto all’associazione responsabile della gestione, che da mesi attende risposte e risorse per la manutenzione del sito, in particolare dopo le richieste avanzate già ad agosto scorso. Nonostante ciò, tutte le sollecitazioni sono rimaste inevase.
Il Giardino della Memoria, sebbene concesso in gestione, resta proprietà del Comune di San Giuseppe Jato, che ha il dovere di collaborare con l’associazione per garantire che il luogo sia mantenuto in condizioni decorose. Per “Uniti per Cambiare”, è inaccettabile che si arrivi all’anniversario della morte di Giuseppe Di Matteo in queste condizioni, senza che l’amministrazione abbia fatto il minimo necessario per preservare un simbolo così importante per la comunità.
Nel comunicato firmato dai consiglieri Liborio Maurizio Costanza, Rossana Ferrante, Maria Luisa Vaccaro e Alessandro Costanza, si legge un chiaro appello affinché vengano assunte responsabilità e intraprese azioni concrete per il recupero del Giardino. “Non si può rimanere indifferenti davanti al degrado di un luogo dove il dolore e il sacrificio si sono trasformati in memoria collettiva,” hanno dichiarato. La vicenda mette in evidenza la necessità di maggiore attenzione e impegno da parte delle istituzioni per tutelare luoghi che rappresentano simboli fondamentali della lotta alla mafia e della memoria storica.

Giornalista
