Scandalo latte: sequestrati 3 milioni di litri di prodotto maltese spacciato per italiano. Coinvolti caseifici siciliani e di altre regioni
Ragusa – Nell’ambito dei controlli a tutela del “Made in Italy”, previsti dalla Cabina di Regia 2025 istituita presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, è emerso un caso di frode alimentare che coinvolge la commercializzazione di circa 3 milioni di litri di latte pastorizzato di provenienza maltese, immessi sul mercato nazionale come se fossero di origine italiana, in particolare siciliana.
L’operazione è stata condotta dai finanzieri del Nucleo P.E.F. della Guardia di Finanza di Ragusa, con il supporto dei funzionari dell’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari (I.C.Q.R.F.) di Vittoria, nell’ambito di un’azione coordinata con il Gruppo Anticontraffazione del Nucleo Speciale Beni e Servizi e l’Ufficio TERR I dell’Ispettorato centrale.
Le indagini hanno avuto come epicentro un centro di stoccaggio di latte alimentare nel Ragusano, dove sono state riscontrate gravi irregolarità documentali: i documenti accompagnatori del latte maltese risultavano falsificati, con l’indicazione di un’origine non veritiera – talvolta italiana, talvolta specificamente siciliana – e con l’omissione del trattamento di pastorizzazione effettuato all’estero, sostituito dalla falsa dichiarazione di prodotto “crudo”.
Il latte è stato successivamente distribuito a caseifici siciliani e italiani, inconsapevoli dell’inganno, che lo hanno impiegato per la produzione di formaggi etichettati come “100% italiani” o addirittura “siciliani”, in violazione delle norme sulla tracciabilità e sull’origine degli alimenti.
I responsabili delle violazioni sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria per i reati ipotizzati di falsità materiale e frode in commercio. L’inchiesta prosegue anche con accertamenti lungo tutta la filiera, per verificare l’estensione del danno ai consumatori e al comparto agroalimentare italiano.
Nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, si precisa che la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna.
L’operazione conferma l’efficacia del dispositivo di contrasto alle frodi alimentari messo in campo dallo Stato a tutela dei consumatori e della filiera agroalimentare nazionale, con particolare attenzione alla salvaguardia dell’autenticità del “Made in Italy”.

Giornalista
