Sciacca, Federalberghi Palermo: “Un patto siciliano per il turismo e l’ospitalità”
SCIACCA – Un patto siciliano per il turismo e l’ospitalità. È la proposta lanciata da Rosa Di Stefano, presidente di Federalberghi Palermo, nel corso del convegno “La grande sfida del turismo siciliano, destagionalizzazione e delocalizzazione”, ospitato all’auditorium Buonocore dell’Istituto Amato Vetrano di Sciacca.
L’idea è quella di costruire una regia unica che metta in rete territori, imprese e istituzioni, con una comunicazione coordinata, standard di qualità condivisi e una promozione unitaria della Sicilia. «La destagionalizzazione – ha spiegato Di Stefano – è prima di tutto una questione di persone. Servono programmatori del turismo, profili digitali, guide formate alla narrazione del territorio. Nascono nuove figure professionali come hospitality designer, concierge culturali, hostess territoriali, capaci di costruire micro-itinerari su misura tutto l’anno. Quando scuola, Its, università e imprese lavorano insieme, la stagionalità diventa lavoro stabile».
La presidente ha sottolineato la necessità di una cabina di regia che coinvolga aeroporti, porti, ferrovie e trasporti regionali, per pianificare un turismo che abbia valore dodici mesi l’anno. «La Sicilia non ha bisogno di essere inventata – ha aggiunto – ma di essere tenuta insieme, valorizzando borghi e aree interne come motori di nuova economia e luoghi ideali per un turismo lento e sostenibile».
I dati parlano chiaro: nel 2025 la domanda turistica è stata forte per nove mesi, con picchi tra maggio e settembre, ma da ottobre a novembre e tra gennaio e marzo le presenze sono calate nettamente, anche nelle città d’arte. «Non è la Sicilia a essere stagionale – ha osservato Di Stefano – siamo noi a gestirla come se lo fosse. E su questo dobbiamo intervenire, con metodo».
Quattro le direttrici individuate: crescita del turismo esperienziale; aumento del turista individuale e internazionale, sempre più digitale e alla ricerca di autenticità; sviluppo del bleisure, con viaggiatori che prolungano la permanenza oltre il lavoro se trovano offerte credibili; espansione dei cammini e del turismo lento, religioso, naturalistico e rurale.
«Serve una regia unica che metta in filiera cinque pilastri – ha concluso Di Stefano –: ospitalità, mobilità, cultura, enogastronomia e paesaggio/outdoor. Un viaggiatore che atterra a Palermo a gennaio deve poter prenotare, nello stesso gesto, volo, transfer, hotel, visita guidata, teatro, cena in osteria ed escursione nell’entroterra».

Giornalista
