Schifani lascia la convention di Forza Italia Giovani dopo lo scontro con Calenda: pioggia di solidarietà dal mondo politico siciliano
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si infiamma il dibattito politico dopo l’abbandono della convention Azzurra Libertà da parte del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in seguito a un acceso diverbio con il senatore Carlo Calenda. L’episodio, avvenuto fuori dal tendone della manifestazione organizzata dai Giovani di Forza Italia, ha suscitato una reazione corale di solidarietà da parte del mondo politico siciliano.
«Calenda ha offeso la Sicilia. Un comportamento assurdo da parte di un ospite, lui era a casa mia in quel momento», ha dichiarato Schifani, che è anche presidente del consiglio nazionale di Forza Italia. Il diverbio, avvenuto davanti a decine di persone, ha spinto il governatore a rinunciare al suo intervento e a lasciare l’evento.
A sostegno di Schifani sono intervenuti numerosi esponenti del partito. Il deputato regionale Marco Intravaia ha condannato le dichiarazioni di Calenda, definendole «inaccettabili» e accusandolo di aver abbandonato gli interessi dell’Isola dopo essere stato eletto in Sicilia.
Fabrizio Tantillo, segretario regionale di Forza Italia Giovani, ha parlato di «un’aggressione inaccettabile» e di «una grave carenza di sensibilità istituzionale e politica», sottolineando come l’attacco sia avvenuto in un contesto dedicato ai giovani e al futuro del Paese.
A queste voci si è aggiunta quella del presidente del Gruppo Parlamentare di Forza Italia all’ARS, Stefano Pellegrino, che ha parlato a nome di tutti i deputati regionali: «Esprimiamo la nostra più ferma solidarietà al Presidente Schifani per gli inaccettabili attacchi verbali ricevuti dal senatore Calenda. È singolare e incoerente che tali affermazioni provengano da un rappresentante eletto in Sicilia, che negli ultimi tre anni non ha mostrato alcuna azione concreta per tutelare gli interessi della nostra Regione. L’aggressione è tanto più grave alla luce dei risultati tangibili ottenuti dal Governo Schifani, riconosciuti da tutti gli indicatori economici e occupazionali. Il contesto in cui è avvenuto l’episodio dimostra una preoccupante mancanza di rispetto verso le istituzioni regionali e l’intera comunità siciliana».

“Il disprezzo di Carlo Calenda nei confronti della Sicilia e dei siciliani ha raggiunto l’apice con la mancanza di rispetto oggi al Presidente Renato Schifani. La Sicilia che va cancellata è quella che ha eletto Carlo Calenda a rappresentarla. L’unico da confinare lontano dalla nostra terra è proprio lui, che con le sue parole ha offeso milioni di siciliani”. Lo dichiara Stefano Cirillo, segretario regionale della DC. “A novembre dovrà comunque presentarsi in tribunale in Sicilia per rispondere alla mia denuncia, dopo le sue precedenti offese. La Sicilia non si cancella, si difende. E la difenderemo sempre da chi la insulta”, conclude.
Sull’accaduto il coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia Marcello Caruso ha dichiarato: “Carlo Calenda ha superato ogni limite con un comportamento inqualificabile sotto ogni profilo, sia politico che della semplice buona educazione. Calenda deve pubbliche scuse non solo al Presidente Schifani, ma anche a tutti i siciliani per aver messo in discussione il lavoro di una Regione i cui risultati sono evidenti e riconosciuti da tutti. Una Regione che non si presenta più a Roma col cappello in mano ma i cui risultati economici e occupazionali stanno dando un grande contributo al rilancio del Paese. Una condotta così superficiale e aggressiva come quella tenuta oggi da Calenda, di cui nessuno ricorda interventi a favore della Sicilia, non può passare sotto silenzio.”
Giornalista
