Scuola: caro libri e stangata di settembre, la spesa per la scuola sfiora i 1.200 euro a studente

Alla vigilia della riapertura delle scuole, la stangata di settembre torna a picchiare duro sui bilanci delle famiglie italiane. Tra corredo scolastico, accessori hi-tech e testi di studio, la spesa complessiva viaggia su cifre da capogiro: l’allarme arriva dall’ultimo monitoraggio dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori (ONF).
Secondo le stime ONF, la spesa media solo per il corredo scolastico (zaini, astucci, quaderni e ricambi) si attesta a 673,60 euro a studente, segnando un aumento del +2,3% rispetto al 2025. A questa voce va sommato l’acquisto dei libri di testo, con una media nazionale di 545,66 euro (+1,6% su base annua).
Particolarmente costoso risulta il passaggio ai primi anni di corso:
| Classe d’ingresso | Libri & Dizionari | Corredo scolastico | Spesa totale |
|---|---|---|---|
| Prima Media (Scuola Sup. I grado) | 561,61 € (+1,2%) | 673,60 € | 1.235,21 € |
| Prima Superiore (Scuola Sup. II grado) | 805,15 € (-0,5%) | 673,60 € | 1.478,75 € |
A queste cifre già elevate si sommano i costi per l’eventuale dotazione tecnologica (PC, webcam, antivirus, abbonamenti e connessioni dedicati), calcolati dall’Osservatorio in oltre 421,00 euro aggiuntivi.
Dove conviene acquistare: la GDO batte l’online
Interessante la dinamica dei canali di vendita analizzata dall’Osservatorio:
- Grande Distribuzione Organizzata (GDO): registra una contrazione dei listini del -1,1%, confermandosi il canale più conveniente (supera l’online dell’1%).
- Cartolibrerie di quartiere: segnano un rialzo del +2,3%.
- E-commerce: registra l’aumento più netto con un +5,6%, pur mantenendosi mediamente più economico del 20,25% rispetto al dettaglio tradizionale.
Tra riuso e richieste di bonus
Per contenere i costi, sempre più famiglie virano sul riciclo del corredo degli anni passati, sullo scambio tramite gruppi social e sul mercato dell’usato per i libri di testo.
Federconsumatori ribadisce l’insufficienza delle attuali misure locali: “Le agevolazioni comunali e regionali non bastano a coprire uscite di questo livello. Da anni chiediamo sostegni strutturali progressivi, estesi anche al ceto medio gravemente colpito dalla perdita del potere d’acquisto.”

Direttore Responsabile
