Sequestrati beni per oltre mezzo milione di euro: operazione della Guardia di Finanza di Messina
MESSINA – I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina stanno eseguendo un decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Messina – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, relativo a beni societari, mobiliari e immobiliari per un valore complessivo stimato in oltre mezzo milione di euro. Il provvedimento riguarda un soggetto già condannato, con sentenze divenute irrevocabili, per una lunga serie di reati: ricettazione, truffa, furto, resistenza a pubblico ufficiale, calunnia, lesioni personali e bancarotta fraudolenta.
Le indagini economico-patrimoniali
L’approfondito vaglio reddituale e patrimoniale condotto dalla Compagnia di Milazzo, sotto la direzione della Procura, ha evidenziato come il destinatario della misura sia un individuo con una pericolosità sociale radicata, manifestata nel tempo attraverso condotte criminali sistematiche e diversificate, che gli avrebbero garantito ingenti profitti illeciti.
Le indagini hanno inoltre rilevato: operazioni immobiliari del tutto sproporzionate rispetto ai redditi dichiarati; acquisti di autovetture di lusso; costituzione di diverse società; apertura di buoni postali e conti correnti non coerenti con le fonti lecite di reddito.
Il provvedimento del Tribunale
Alla luce delle risultanze investigative – che dovranno trovare conferma nei successivi gradi di giudizio – il Tribunale ha riconosciuto il profilo di “pericolosità sociale” del soggetto e la sproporzione tra beni posseduti e redditi leciti, ritenendo che lo stesso «viva abitualmente, anche in parte, con proventi di attività delittuose». Sono stati quindi cautelati e affidati a un amministratore giudiziario: 2 compendi aziendali, 2 immobili,5 rapporti finanziari, per un valore complessivo di circa 515.000 euro.
Trasparenza e diritto all’informazione
La Guardia di Finanza precisa che la diffusione del comunicato avviene nel rispetto del D.Lgs. 106/2006, come modificato dal D.Lgs. 188/2021, e dei principi di trasparenza e tutela del diritto all’informazione. La persona destinataria della misura deve essere considerata non colpevole fino a sentenza definitiva, e la comunicazione è motivata da “specifiche ragioni di interesse pubblico”.

Giornalista
