Sicilia, appalti truccati nella sanità: chieste 15 misure cautelari. Nuova accusa per Sciacchitano
PALERMO – La Procura della Repubblica di Palermo ha chiesto al GIP l’emissione di 15 misure cautelari nell’ambito di una vasta indagine su tangenti e appalti pilotati tra le aziende ospedaliere Villa Sofia-Cervello e Civico e alcune imprese private del settore sanitario.
Le richieste riguardano 8 arresti in carcere, 4 ai domiciliari e 3 misure interdittive nei confronti di altrettante società. Al centro dell’inchiesta, ancora una volta, il commercialista Antonino Maria Sciacchitano, detto “Ninni”, 65 anni, originario di Corleone, già ai domiciliari da giugno per il filone “Sorella Sanità bis” e ora destinatario di una nuova richiesta di arresto.
Tra gli indagati figurano anche Catello Lello Cacace, imprenditore campano ritenuto il “faccendiere” del gruppo, e altri rappresentanti di aziende come Pacifico srl, E.Medical srl, Svas Biosana e Servizi Ospedalieri spa. Per tutti è stato chiesto il carcere. Ai domiciliari sono stati proposti Milko De Seta, Vincenzo Criscuolo, Alba Cristodaro (responsabile unico del procedimento al Civico) e Aldo Albano, provveditore dell’azienda Villa Sofia-Cervello.
Secondo i PM Andrea Zoppi e Felice De Benedittis, coordinati dal procuratore Maurizio de Lucia, Sciacchitano avrebbe incassato una tangente da 25 mila euro per favorire imprese “amiche” nella fornitura di materiale chirurgico, dispositivi medici e servizi ospedalieri, tra cui il lavaggio e distribuzione della biancheria. Tra gli episodi più recenti, la gara da 47 milioni di euro per la sterilizzazione del materiale chirurgico al Civico.
L’inchiesta, giunta al suo terzo atto, coinvolge anche l’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro e il parlamentare Saverio Romano, per i quali la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari. Il quadro investigativo conferma l’esistenza di un sistema di corruzione radicato tra pubblico e privato, con gravi ripercussioni sulla gestione della sanità siciliana.

Giornalista
