Sicilia, Giambona: «Contributo affitti insufficiente e criteri penalizzanti. Presentata una riforma per garantire equità e dignità abitativa»
Palermo – Il diritto alla casa resta una delle emergenze sociali più gravi in Sicilia. Secondo quanto evidenziato dall’on. Mario Giambona, sono oltre 40.000 le famiglie che vivono una condizione di disagio abitativo, tra affitti insostenibili, precarietà economica e mancanza di alloggi adeguati. Nonostante un primo segnale positivo nell’ultima finanziaria regionale, che ha previsto risorse aggiuntive per il contributo affitti – in un contesto segnato dai tagli del governo nazionale – i fondi disponibili risultano ancora insufficienti a coprire il fabbisogno reale.
Giambona sottolinea come l’attuale misura regionale privilegi quasi esclusivamente i nuclei composti da almeno tre persone, lasciando ai margini: single, anziani soli, coppie senza figli e famiglie monoparentali. Categorie che, pur vivendo situazioni economiche fragili, rischiano di essere escluse dal sostegno pubblico. Una disparità che, secondo il deputato, «mina il principio di equità e non risponde alla reale composizione sociale della Sicilia».
Per superare queste criticità, è stato presentato un disegno di legge che punta a: riformare i criteri di accesso al contributo affitti, estendere il sostegno a tutte le tipologie familiari in difficoltà, rafforzare le politiche abitative come strumento di inclusione e coesione sociale. L’obiettivo è costruire un sistema più giusto, capace di rispondere alle esigenze di una popolazione sempre più eterogenea e colpita da precarietà economica.
Per Giambona, la questione abitativa non è solo un tema economico, ma un pilastro di dignità e diritti fondamentali: «Investire nelle politiche della casa significa tutelare la dignità delle persone e rafforzare la coesione sociale della Sicilia». Il dibattito ora passa all’Assemblea Regionale Siciliana, dove la proposta sarà esaminata nelle prossime settimane.
Giornalista
