Sicilia, l’economia del mare vale 17,4 miliardi: al Seacily 2025 i dati del report OsserMare
CASTELLAMMARE DEL GOLFO – La Sicilia si conferma tra le regioni italiane in cui l’economia del mare incide maggiormente sull’economia complessiva. È quanto emerge dal Report “Economia del Mare Sicilia 2025”, realizzato dall’Osservatorio nazionale OsserMare – Centro Studi Tagliacarne – Unioncamere, presentato questa mattina nell’ambito dell’ottava edizione del Seacily, il Salone della nautica di Sicilia, in corso nel porto di Castellammare del Golfo.
Il sistema marittimo regionale – che include pesca, cantieristica, logistica portuale, turismo costiero e servizi ambientali – genera un valore aggiunto complessivo di 17,4 miliardi di euro, pari al 17,6% dell’economia regionale. L’incidenza sul valore aggiunto diretto è del 6%, a fronte di una media nazionale del 4%. L’economia del mare siciliana conta 102 mila occupati e 29.561 imprese, pari al 6,4% del totale regionale.
Secondo il report, ogni euro generato dalla Blue Economy siciliana produce 1,9 euro di valore aggiunto complessivo, superando la media nazionale di 1,8. I settori trainanti sono i servizi di alloggio e ristorazione (36,5%), la movimentazione marittima di merci e passeggeri (32,8%), la cantieristica navale e i servizi ambientali (8,5% ciascuno), la filiera ittica (7%) e le attività sportive e ricreative (6,3%).
La Blue Economy è fortemente concentrata nelle aree costiere, che in Sicilia comprendono 192 comuni, di cui 123 litoranei. In queste zone si produce il 78,2% del valore aggiunto regionale e risiede il 73,5% della popolazione. Palermo guida la classifica provinciale con il 37,5% del valore aggiunto, seguita da Catania (17,5%) e Messina (16,1%).
Tra il 2019 e il 2024, la base imprenditoriale è cresciuta di circa 4.000 unità, trainata dal turismo marittimo. Le imprese femminili rappresentano il 24,2% del totale, quelle giovanili il 10,2%, mentre le imprese straniere crescono del 35,7%.
“Con un’incidenza del 6% sul valore aggiunto e del 6,4% sulle imprese, la Sicilia si colloca tra le regioni leader della Blue Economy insieme con Campania, Lazio e Sardegna – ha dichiarato Antonello Testa, coordinatore di OsserMare – confermandosi ponte strategico del Mediterraneo e laboratorio di sperimentazione per le politiche di sostenibilità, innovazione e turismo marittimo”.
Il Seacily, organizzato da Rete Nautica del Mediterraneo su incarico di Assonautica Palermo, propone fino a domenica esposizioni, convegni, prove in mare e attività educative. Presenti al taglio del nastro l’assessore regionale Edy Tamajo, il capitano di vascello Michele Maltese, il comandante Carmelo Di Franco, il sindaco Giuseppe Fausto, Andrea Ciulla e Ignazio Artese.
“Il settore nautico sviluppa Pil, ricchezza e occupazione – ha detto Tamajo – e i numeri forniti oggi sono molto confortanti. Stiamo lavorando per supportare questo percorso di crescita”. “Seacily è un format collaudato – ha aggiunto Ciulla – e i dati illustrati testimoniano la grande rilevanza della Blue Economy, pari a circa il 18-20% del Pil regionale. Un’occasione per parlare di economia del mare, portualità turistica e sviluppo sostenibile”. Il programma prosegue con convegni su turismo nautico, energia marina e sostenibilità, e si chiuderà domenica con la veleggiata “Seacily Sail” a cura della Lega Navale Italiana.

Giornalista
