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Pronto Soccorso in Sicilia al collasso: influenza e carenza di posti letto mandano in crisi gli ospedali

Sovraffollamento record negli ospedali a Palermo. Schifani convoca i vertici sanitari, mentre i medici denunciano: “Sistema fragile e rete ospedaliera ferma”.

La sanità siciliana è ufficialmente in codice rosso. Nelle ultime due settimane, l’ondata di sindromi influenzali ha investito l’Isola con una violenza tale da mandare in tilt l’intero sistema di emergenza-urgenza. In alcuni nosocomi palermitani, la pressione ha raggiunto livelli insostenibili, con indici di sovraffollamento con percentuali alle stelle che hanno superato soglie impensabili.

Il problema non è solo l’afflusso di pazienti, ma l’impossibilità di trasferirli nei reparti: le aree di emergenza sono diventate “reparti ombra” dove i malati restano bloccati in barella per oltre 48 ore.

Questa mattina, il termometro dell’emergenza ha segnato valori allarmanti all’ospedale Civico di Palermo, dove l’indice di sovraffollamento è schizzato quasi al 200%. Su 81 accessi registrati, la quasi totalità dei pazienti viveva una condizione di attesa estenuante:

Con sole 42 postazioni ordinarie e 8 in semintensiva, il personale sanitario si trova a gestire il doppio del carico previsto, operando in condizioni di stress estremo.

La gravità della situazione ha spinto il presidente della Regione, Renato Schifani, a intervenire direttamente. Il governatore ha convocato d’urgenza il manager di Villa Sofia, Alessandro Mazzara, pretendendo un report dettagliato sui disservizi e sulle lunghe code che stanno paralizzando il presidio.

Parallelamente, al Policlinico “Paolo Giaccone”, la direttrice Maria Grazia Furnari ha risposto istituendo una task force dedicata. L’obiettivo è gestire il turnover dei posti letto, rallentato dalle complicanze respiratorie dei pazienti più fragili che richiedono degenze più lunghe e complesse.

Il grido d’allarme dei medici: “Manca la rete ospedaliera, “Secondo Giuseppe Bonsignore, segretario del sindacato dei medici Cimo Sicilia, l’influenza è stata solo il detonatore di una bomba a orologeria già innescata.

A pesare sono due fattori chiave:

● Bassa copertura vaccinale: La scarsa adesione alla campagna di prevenzione ha moltiplicato i casi gravi.

● Carenze strutturali: La distribuzione dei posti letto è ritenuta inadeguata alle reali necessità della popolazione.

“Si parla da quasi due anni della nuova rete ospedaliera ma se ne sono perse le tracce,” denuncia Bonsignore. “Il disagio messo a nudo dall’influenza dovrebbe far riflettere sull’urgenza di aggiornare la rete.”

L’emergenza attuale evidenzia come il sistema non sia in grado di assorbire i picchi stagionali, trasformando una normale epidemia influenzale in un collasso operativo. Senza un intervento immediato sulla distribuzione dei posti letto e sull’efficienza delle dimissioni, il rischio è che la qualità dell’assistenza scenda sotto la soglia minima di sicurezza per i cittadini siciliani.