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Siracusa, scoperta maxi truffa sul Superbonus: “condominio fantasma” per ottenere 10 milioni di euro

SIRACUSA – Un “condominio fantasma” creato a tavolino per accedere illecitamente al Superbonus 110%: è questo il cuore della complessa frode fiscale scoperta dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Siracusa, che ha portato al sequestro preventivo di beni e crediti d’imposta per oltre 10 milioni di euro. Secondo le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Siracusa, il raggiro è stato ideato dal rappresentante di una società di costruzioni locale, che ha simulato la costituzione di un condominio mai esistito per ottenere indebiti vantaggi fiscali.

🏢 Da albergo abbandonato a residenza “fittizia”

Tutto ha avuto origine dall’acquisto di un albergo dismesso di oltre 5.000 mq, rilevato per circa un milione di euro. L’edificio è stato trasformato in un complesso residenziale moderno, con appartamenti in parte già venduti, ma ristrutturato a spese dello Stato. L’impresa ha frazionato catastalmente l’immobile in 101 unità (tra appartamenti, box auto e moto) e stipulato cinque contratti preliminari di vendita con soggetti compiacenti, tra cui la moglie del rappresentante legale e familiari dei soci. Successivamente, è stata inscenata un’assemblea condominiale fittizia, con verbale che ne sanciva la nascita.

⚠️ Nessun vero passaggio di proprietà

Come accertato dalle Fiamme Gialle, non vi è stato alcun reale trasferimento di proprietà: i contratti preliminari comportavano solo impegni reciproci di vendita, e gli appartamenti restavano di fatto intestati alla società. Il “condominio” ha poi sottoscritto tre contratti di appalto per lavori di efficientamento energetico, fotovoltaico e adeguamento sismico, affidandoli a un consorzio con sede in provincia di Ragusa. Al termine dei lavori, è stata inviata all’Agenzia delle Entrate un’istanza per il riconoscimento di 15 milioni di euro in crediti d’imposta, ottenendone 10 milioni.

💸 Crediti ceduti e monetizzati

I crediti fiscali, generati illecitamente, sono stati ceduti al consorzio esecutore, che li ha poi monetizzati trasferendoli a una società multinazionale del settore energetico, risultata estranea alla frode. La legge vieta espressamente che il Superbonus 110% venga utilizzato per attività d’impresa, e la ristrutturazione dell’intero immobile era finalizzata alla vendita degli appartamenti, rendendo l’operazione illecita.

👥 Undici indagati e sequestro da 10 milioni

La Procura ha disposto l’iscrizione nel registro degli indagati di 11 soggetti – una società e dieci persone fisiche – per truffa ai danni dello Stato e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Il GIP ha autorizzato il sequestro preventivo, anche per equivalente, di beni, conti correnti e crediti fiscali per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro. L’operazione rappresenta un importante risultato nella lotta alle frodi legate ai bonus edilizi, fenomeno che continua a minacciare la finanza pubblica e l’integrità del sistema di incentivi statali.