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Siracusa, sequestrati oltre 500 milioni di euro di crediti “Superbonus” inesistenti: smantellato sistema fraudolento con 60 società coinvolte

Siracusa – Oltre mezzo miliardo di euro di crediti fiscali legati al Superbonus e ad altre agevolazioni edilizie, ma riferiti a lavori mai eseguiti: è il bilancio dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Siracusa, su disposizione della Procura aretusea, che ha portato al sequestro preventivo dei crediti fittizi. L’indagine, sviluppata con il supporto del Nucleo Speciale Tutela Entrate e Repressione Frodi Fiscali e del Settore Contrasto Illeciti dell’Agenzia delle Entrate, ha permesso di ricostruire un sofisticato sistema fraudolento con ramificazioni in tutta Italia.

Una rete di oltre 60 società fittizie

Secondo gli investigatori, il meccanismo si basava su oltre 60 società sparse sul territorio nazionale, molte delle quali solo sulla carta, prive di: sede operativa, dipendenti, attrezzature, reale attività imprenditoriale. Queste società avrebbero simulato interventi edilizi milionari su 22 condomìni situati nelle province di: Bergamo, Como, Macerata, Messina, Monza Brianza, Padova, Pavia, Roma, Salerno, Siracusa, Varese, Vercelli e Verona. Gli immobili erano reali, ma i lavori erano stati eseguiti da imprese estranee alla frode: i dati sarebbero stati utilizzati all’insaputa di amministratori e proprietari.

Professionisti, prestanome e crediti generati in piattaforma

Il presunto sodalizio criminale farebbe capo a professionisti lombardi, incaricati di reperire prestanome cui intestare le società coinvolte. La parte operativa sarebbe stata gestita da due professionisti della provincia di Chieti, abilitati all’accesso alla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate per la cessione dei crediti. Secondo le indagini, avrebbero trasmesso oltre 2.000 comunicazioni, generando crediti fiscali inesistenti nei cassetti fiscali delle società fittizie, dietro compenso per ogni pratica.

Il meccanismo di monetizzazione

Una volta creati, i crediti venivano ceduti ad altri soggetti, che li avrebbero usati per compensare debiti tributari reali e rivenduti a terzi, ottenendo liquidità immediata in cambio di una percentuale del valore nominale. Un sistema in grado di trasformare crediti inesistenti in ingenti disponibilità finanziarie, con un danno potenziale enorme per lo Stato.

Il sequestro: bloccati centinaia di milioni prima che sparissero

Solo l’intervento tempestivo della Procura di Siracusa, con 5 decreti di sequestro preventivo d’urgenza e il blocco telematico dell’Agenzia delle Entrate ha impedito che i crediti venissero dispersi in una catena di cessioni impossibile da ricostruire, evitando un danno irreversibile per l’Erario.

Le accuse

Ai 12 indagati vengono contestati i reati di: associazione per delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, riciclaggio e autoriciclaggio, emissione di fatture per operazioni inesistenti. L’operazione dimostra l’efficacia della collaborazione tra Procura della Repubblica di Siracusa, Guardia di Finanza ed Agenzia delle Entrate. La condivisione immediata delle informazioni ha permesso di neutralizzare una frode di portata eccezionale prima che il danno diventasse irreparabile.

Presunzione di innocenza

In conformità al D.Lgs. 188/2021, si ricorda che gli indagati sono da considerarsi non colpevoli fino a sentenza definitiva. Ulteriori dettagli saranno forniti nella conferenza stampa dell’11 giugno alle ore 11:00 presso il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Siracusa, alla presenza: del Procuratore Capo, del Comandante Provinciale, del Comandante del Nucleo Speciale Tutela Entrate e del Capo Settore Contrasto Illeciti dell’Agenzia delle Entrate.