Strage via D’Amelio. Meloni arrivata a Palermo: “La lotta alla mafia è parte di noi”
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata nella caserma Lungaro, a Palermo, prima tappa della giornata in ricordo del giudice Paolo Borsellino e dei cinque agenti della scorta – uccisi dalla mafia – nel 31esimo anniversario della strage di via D’Amelio. Dopo un saluto con il capo della polizia Vittorio Pisani, la premier ha avuto un incontro e un colloquio con Manfredi Borsellino, poliziotto e figlio del giudice Paolo. Quindi ha deposto una corona d’alloro per i caduti nelle stragi di mafia, fermandosi per un colloquio con i familiari. Cerimonia in forma privata, vietata la presenza dei giornalisti. Meloni si è recata nella chiesa di San Domenico a Palermo per una breve visita alla tomba di Giovanni Falcone, poi si è spostata al cimitero di Santa Maria di Gesù, per rendere omaggio alla tomba della famiglia Borsellino. Intorno alle 10.00 la premier è arrivata in Prefettura a Palermo per presiedere il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica per fare il punto sulle attività di contrasto alle criminalità organizzata che stanno portando avanti le istituzioni ad ogni livello.Meloni non sarà presente questa sera alla tradizionale fiaccolata “per altri impegni concomitanti” come spiegato dalla stessa premier in una lettera al “Corriere della Sera”. “La data del 19 luglio 1992 rappresenta una ferita ancora aperta per chi crede in un’Italia giusta” ha affermato il presidente del Consiglio in un post sui social. “Oggi, a 31 anni di distanza da quel terribile attentato ricordiamo tutti quegli eroi che no ebbero paura di denunciare al mondo il vero volto della criminalità organizzata e che servirono lo Stato fino all’ultimo”.
Le istituzioni presenti alla commemorazione
“Siamo onorati della presenza del Presidente del Consiglio – dichiara il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla -. Sono convinto che il rispetto della memoria, l’impegno leale per le istituzioni, sono le principali condizioni di un’antimafia popolare e sincera, inclusiva e pedagogica, attuale e proiettata al futuro, capace di divenire volano di sempre più diffusi e condivisi comportamenti virtuosi. Oggi commemoriamo, con commozione e rimpianto, la tragica uccisione mafiosa di Paolo Borsellino e della sua scorta: un doloroso ricordo, una memoria ancora viva, un’auspicabile occasione per sostituire alla discordia delle raffigurazioni l’unità degli intenti e l’ispirazione del nostro vivere comune. Ringrazio la presidente per la sua presenza e per l’attenzione che il governo nazionale rivolge al nostro territorio”. “E’ dovere morale continuare a ricordare Paolo Borsellino e le vittime della strage di Via D’Amelio – dichiara Edy Tamajo, assessore alle attività produttive della Regione Siciliana – Il ricordo della strage di via D’Amelio è doveroso e ci sprona a proseguire in quel percorso di ricerca della verità che, dopo 31 anni, deve portarci finalmente a fare piena luce su una delle pagine più drammatiche della nostra storia repubblicana. Ottenere la verità significa rendere giustizia ai familiari del giudice Borsellino e a quelli degli agenti della sua scorta, ma vuol dire anche dare un segnale forte a tutti quei cittadini onesti che, seguendo il loro esempio, rifiutano ogni giorno i disvalori mafiosi e continuano a rendere onore a queste figure senza scadere nella retorica”.





Giornalista pubblicista
