“Telejato ETS, il Comune di Borgetto avvia la procedura di revoca del bene confiscato: irregolarità, stagisti sfruttati e progetto educativo disatteso”
Ormai la notizia è di pubblico dominio e ne parlano tutti, a partire delle numerose testate giornalistiche regionali, sino all’agenzia di stampa nazionale ANSA. https://www.ansa.it/sicilia/notizie/2026/04/14/maniaci-presentiamo-le-controdeduzioni-a-revoca-assegnazione-immobile-a-borgetto_0df33766-c925-4df2-a65d-bedb783b5b01.html
Attingendo da queste fonti giornatistiche e dai social cerchiamo di ricapitolare le motivazioni dell’avvio della procedura di revoca del bene confiscato a Tele Jato ETS da parte del Comune di Borgetto.
Gravi le contestazioni mosse dall’Ente Locale all’Associazione Telejato ETS, assegnataria del bene confiscato alla mafia di contrada Annunziata di Borgetto: si parla di sfruttamento degli stagisti, irregolarità contrattuali e mancato rispetto del progetto educativo. L’Associazione ha 15 giorni per rispondere.

L’inchiesta condotta dal giovane giornalista Daniele Viola emerge come il catalizzatore tecnico e giuridico che ha squarciato il velo sulla gestione dei beni di contrada Annunziata. Non si è trattato di una semplice segnalazione, ma di un’operazione di giornalismo d’inchiesta metodico, basata su strumenti di trasparenza amministrativa e verifiche incrociate.
Ecco i pilastri su cui si è articolata l’indagine di Viola che ha portato il Comune di Borgetto a emettere l’atto di revoca:
L’Accesso agli Atti (FOIA): Il punto di partenza è stata la richiesta formale di accesso agli atti presentata al Comune. Questo strumento ha permesso a Viola, di analizzare la Convenzione del 30 aprile 2025, portando alla luce le discrepanze tra quanto promesso dall’Associazione Telejato ETS (il progetto della “Scuola di giornalismo“) e l’effettivo utilizzo dell’immobile.Il coinvolgimento delle Autorità (Prefettura e ANBSC).
Viola non si è fermato al livello locale. Attraverso audizioni e richieste di chiarimento alla Prefettura di Palermo e all’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC), ha sollevato il dubbio sulla legittimità della presenza dell’emittente radiotelevisiva all’interno di un bene assegnato a un ente del Terzo Settore.
Il nodo cruciale: la sovrapposizione tra l’attività sociale (la scuola di giornalismo) e l’attività imprenditoriale/commerciale dell’emittente, mai autorizzata.
La verifica con l’Ordine e l’Università: uno degli aspetti più gravi emersi dall’inchiesta riguarda la validità del percorso formativo. Viola ha verificato presso l’Ordine dei Giornalisti e l’Università di Palermo, l’esistenza di protocolli d’intesa o accreditamenti per la “Scuola di giornalismo“.
Il risultato: l’assenza di tali accordi ha declassato lo “stage” a una mera prestazione lavorativa non riconosciuta, privando i giovani della possibilità di iscriversi all’albo dei pubblicisti e confermando il sospetto di uno sfruttamento mascherato da formazione.
La voce degli stagisti: l’inchiesta ha infine dato voce ai protagonisti: gli stagisti, Sara Cozzi e Roberto Disma. Le loro testimonianze, hanno confermato il quadro di degrado gestionale, descrivendo turni di lavoro in autonomia e mansioni umilianti come la pulizia degli spazi e la cura del verde, prive di ogni tutela assicurativa.
In sintesi, l’azione di Daniele Viola ha trasformato dei sospetti in prove documentali, facendo da catalizzatore per le istituzioni — che fino a quel momento, probabilmente sconoscevano le inadempienze che con i dovuti controlli periodici sono venute alla luce, con la conseguenza dell’avvio d’urgenza della procedura di revoca per salvare l’integrità del sistema di gestione dei beni confiscati.
Il documento di revoca: una doccia fredda colpisce l’Associazione Tele Jato ETS. Con un atto ufficiale protocollato il 2 aprile 2026, il Comune di Borgetto ha ufficialmente avviato il procedimento per la revoca dell’assegnazione degli immobili confiscati alla mafia siti in contrada Annunziata. Il villino e il garage, simboli della riutilizzazione sociale dei beni sottratti alla criminalità, rischiano ora di tornare nella piena disponibilità dell’ente pubblico a causa di una lunga serie di presunte irregolarità.
Le accuse: “Stagisti usati per pulizie e giardinaggio“. Il cuore del provvedimento risiede nel fallimento del progetto “Scuola di giornalismo e documentazione del fenomeno mafioso”. Secondo quanto emerso dalle testimonianze di alcuni ex stagisti e dai riscontri degli uffici, i giovani che avrebbero dovuto ricevere una formazione professionale venivano invece impiegati in totale autonomia per mandare avanti la redazione, senza affiancamento di esperti.
Ancor più grave è il dettaglio sulle mansioni: gli stagisti sarebbero stati utilizzati persino per lavori di pulizia e giardinaggio, il tutto senza alcuna copertura assicurativa e al di fuori di ogni percorso formativo riconosciuto dall’Ordine dei Giornalisti.
Irregolarità contrattuali e ombre sulla gestione: il documento, a firma della Segretaria Generale Dott.ssa Rosa Damiano, elenca una serie di violazioni che spaziano dalla sicurezza sul lavoro al mancato pagamento dei tributi.
Lavoro nero: viene contestato l’impiego di ex stagisti per attività lavorative non retribuite e non regolarizzate presso i centri per l’impiego.
Sub-assegnazione non autorizzata: il Comune segnala che l’immobile sarebbe utilizzato dall’Associazione Culturale Marconi (editore della storica emittente Telejato) per trasmettere le trasmissioni compreso il telegiornale, nonostante il bene fosse stato assegnato esclusivamente alla “Tele Jato ETS” per fini sociali e non commerciali.
Mancata trasparenza: l’Associazione non avrebbe consegnato le relazioni periodiche obbligatorie e non avrebbe risposto alle richieste di chiarimenti avviate già a marzo 2026.
Debiti con l’ente: viene contestata l’omessa dichiarazione e il mancato pagamento della TARI e dell’IMU.
Ultima chiamata: 15 giorni per le controdeduzioni
L’Agenzia Nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati (ANBSC) e la Prefettura di Palermo sono già state informate del provvedimento. Per l’Associazione si apre ora una fase critica. Il Comune ha concesso un termine perentorio di 15 giorni per presentare le controdeduzioni.
Di contro Pino Maniaci, come ha dichiarato a diverse restate giornalistiche, definisce la questione della revoca una specie di barzelletta; liquida le due pagine di contestazioni a firma del Segretario Generale del Comune di Borgetto, Rosa Damiano, come una banale richiesta di documentazione avvenuta, secondo Maniaci, “proprio nel periodo in cui mia figlia ha partorito, non avendo risposto a questa PEC, il Comune ci ha invitati a presentare i documenti, altrimenti ci avrebbero revocato il bene. A breve invieremo i documenti e quindi tutto si chiude qui”. Nessun problema secondo Maniaci, che sottolinea: “noi parliamo attraverso le carte”.
Se le controdeduzioni non saranno ritenute sufficienti o se l’associazione rimarrà in silenzio, il provvedimento di revoca, come precisato dal Comune di Borgetto, diventerà definitivo, mettendo la parola fine alla gestione dei beni di contrada Annunziata da parte di Telejato ETS

Direttore Responsabile
