Termini Imerese, peculato ai caselli autostradali: sospesi cinque dipendenti del C.A.S. e un tecnico informatico
Termini Imerese (PA) – Sei misure cautelari interdittive sono state eseguite l’11 giugno dalla Polizia Stradale di Palermo – Sottosezione di Buonfornello, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese. Il Gip Irina Cirincione, su richiesta della Procura, ha disposto: la sospensione per sei mesi dal pubblico servizio per cinque impiegati del C.A.S., con qualifica di agenti tecnici esattori; il divieto temporaneo di esercitare l’attività professionale per un dipendente di una società privata incaricata della manutenzione informatica degli impianti di esazione. Tutti sono ritenuti – allo stato degli atti e nel rispetto della presunzione di innocenza – gravemente indiziati di numerosi episodi di peculato.
L’indagine: anomalie negli incassi e un esposto del C.A.S.
L’inchiesta nasce da un esposto del Consorzio Autostrade Siciliane, che aveva rilevato gravi anomalie negli incassi dei caselli della A/20, carreggiata Messina–Palermo, in particolare a Buonfornello, Cefalù e Castelbuono. Le verifiche interne avevano evidenziato una sproporzione tra i transiti registrati e le somme versate. Da qui l’avvio delle indagini della Polizia Stradale, che ha effettuato: intercettazioni ambientali, videoriprese dentro e fuori i gabbiotti, monitoraggi delle operazioni di esazione.
Il modus operandi: biglietti sostituiti e somme trattenute
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli esattori avrebbero adottato un sistema collaudato per appropriarsi di parte del denaro consegnato dagli utenti. Il comunicato della Procura descrive così una delle modalità accertate: «Ritirare il biglietto e il denaro dell’utente, non inserirlo nel ricevitore di pista, sostituirlo con un biglietto predisposto con importo inferiore, smagnetizzare quello originale e disfarsene, trattenendo la differenza». In alcuni casi, uno degli indagati avrebbe anche disattivato la corsia automatica, chiudendo la sbarra per convogliare più veicoli verso la propria postazione.
Centinaia di episodi contestati
I cinque esattori sono ritenuti indiziati, rispettivamente, di: 13 episodi di peculato, 18 episodi, 24 episodi, 103 episodi e 108 episodi. Il dipendente della società esterna sarebbe coinvolto in 33 episodi, in concorso con due degli esattori. Le somme sottratte, nel periodo novembre 2025 – gennaio 2026, oscillerebbero – per ciascun indagato – da 99 a oltre 800 euro.
Le osservazioni del Gip
Nell’ordinanza, il Gip sottolinea: «Le condotte rappresentano solo un piccolo segmento di un consolidato modus operandi, la cui perpetuazione nel tempo ha consentito l’appropriazione di una notevole somma di denaro». Tutti gli indagati, sentiti in interrogatorio, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Indagini ancora in corso
La Procura precisa che il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e che saranno svolti ulteriori accertamenti, «anche nell’interesse degli indagati», nel pieno rispetto del principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

Giornalista
