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Terrasini, Perna (Pd): “Finalmente stop alla propaganda sui volti dei bambini. Un piccolo grande risultato di civiltà”

TERRASINI (PA) – Un gesto semplice, ma dal forte valore simbolico: nel post di augurio agli studenti per l’inizio del nuovo anno scolastico, pubblicato pochi giorni fa dal sindaco Giosuè Maniaci, le foto dei bambini sono state oscurate con emoticon e pallini. Una novità che ha suscitato l’immediata reazione del consigliere comunale d’opposizione Ciccio Perna (Partito Democratico), da anni impegnato nella difesa della privacy dei minori.

«Un piccolo grande risultato di civiltà!» ha dichiarato Perna, sottolineando come in passato, in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico, le immagini dei bambini venissero diffuse pubblicamente senza alcuna forma di tutela. «I volti dei bambini apparivano sempre esposti, utilizzati come strumento di propaganda politica e pubblicati ovunque dal sindaco Maniaci. Dopo anni di segnalazioni, osservazioni e battaglie, finalmente quest’anno abbiamo ottenuto una svolta: il sindaco ha capito che i volti dei bambini non si possono spiattellare sui social».

Perna ha evidenziato come questa scelta risponda a una richiesta condivisa da tanti genitori, che da tempo chiedevano maggiore attenzione e rispetto per la privacy dei propri figli. «Per la prima volta, dopo dieci anni di “allegra comunicazione” a discapito dei nostri figli, nelle foto compaiono emoticon e pallini per oscurare i volti dei minori. Un atto dovuto, una regola di buon senso e di rispetto che veniva chiesta da tempo. La tutela dei bambini deve venire prima della propaganda!»

Le parole del consigliere dem pongono l’accento su un tema sempre più centrale nel dibattito pubblico: il ruolo delle istituzioni nella protezione dell’immagine dei minori, soprattutto nell’era digitale. Il caso di Terrasini, secondo Perna, rappresenta un esempio concreto di come la sensibilità politica possa evolversi, anche se con ritardo, verso una maggiore responsabilità comunicativa.

Il consigliere Perna (nella foto) conclude con un auspicio: «Che questo gesto non resti isolato, ma diventi prassi consolidata per tutte le comunicazioni istituzionali. I bambini non sono strumenti di visibilità, ma persone da tutelare».