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Terrasini si stringe nel ricordo: un pomeriggio per le vittime della “Nuova Iside”

TERRASINI – Il mormorio del mare, questa volta, ha accompagnato il silenzio rispettoso di una comunità che non dimentica. Nel pomeriggio di ieri, Terrasini si è fermata per onorare la memoria di Matteo, Vito e Giuseppe Lo Iacono, i pescatori scomparsi nella tragica vicenda della nave Nuova Iside.
È stato un momento di profonda commozione che ha visto riuniti, in un unico abbraccio, familiari, amici, colleghi della marineria e semplici cittadini, tutti stretti attorno a un dolore che, a distanza di tempo, resta una ferita aperta per l’intero territorio.

La giornata è iniziata con la Santa Messa celebrata da Don Davide Rasa, parroco della marineria, che nelle sue parole ha richiamato il valore della speranza e della solidarietà umana di fronte al mistero della morte in mare.

Subito dopo la funzione, il corteo si è spostato verso Piazza Scalo, cuore pulsante della vita marinara del paese. Qui, in un clima di solenne raccoglimento, è stata deposta una corona di fiori: un gesto simbolico per ribadire che il legame con Matteo, Vito e Giuseppe non si è mai spezzato.

Presente all’evento l’Amministrazione Comunale, con il che ha voluto rinnovare la propria vicinanza concreta alle famiglie colpite. Non solo parole di cordoglio, ma la riaffermazione di un impegno civile che prosegue nelle aule di tribunale.

“Abbiamo voluto far sentire ancora una volta il nostro affetto e la nostra concreta vicinanza, ribadendo l’impegno che il Comune ha assunto in questi anni, anche attraverso la costituzione di parte civile nel processo in corso.”

L’obiettivo resta uno solo: ottenere verità e giustizia. La tragedia della Nuova Iside non può restare un capitolo irrisolto, ma deve servire da monito affinché la sicurezza in mare diventi una priorità assoluta e simili drammi non debbano mai più ripetersi.

Ricordare, a Terrasini, non è un esercizio di stile o una semplice ricorrenza formale. Significa trasformare il dolore in:

  • Impegno: per far sì che la voce dei pescatori sia sempre ascoltata.
  • Responsabilità: nel pretendere chiarezza sulle dinamiche dell’incidente.
  • Presenza: per non lasciare sole le famiglie Lo Iacono in un percorso giudiziario e umano ancora tortuoso.

La memoria di Matteo, Vito e Giuseppe resta viva tra le banchine del porto e nelle piazze del paese, trasformandosi in una forza collettiva che chiede, con dignità e fermezza, che sia fatta luce definitiva su quella terribile notte.