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Terzo Mandato Sindaci in Sicilia: Galvagno spinge per il Voto Palese

Convocata per oggi 3 marzo 2026 la Conferenza dei Capigruppo con un ordine del giorno che non lascia spazio a interpretazioni

La politica siciliana si prepara a una settimana decisiva. La questione del terzo mandato per i sindaci nell’Isola è giunta a un punto di non ritorno, con il Presidente dell’ARS, Gaetano Galvagno, che prova a dettare le regole d’ingaggio per una battaglia parlamentare che si preannuncia incandescente.

Mentre a livello nazionale il via libera per il terzo mandato è già realtà per i piccoli comuni, la Sicilia, in virtù del suo Statuto Speciale, deve legiferare autonomamente. La decisione finale spetta esclusivamente all’Assemblea Regionale Siciliana (ARS), trasformando la norma in un test di tenuta per l’intera coalizione di governo e per le opposizioni.

Il Presidente Gaetano Galvagno ha preso una posizione netta, non tanto sul merito della legge, quanto sul metodo di votazione.

Galvagno ha chiesto ufficialmente che il voto non sia segreto. La parola d’ordine è trasparenza. “Ogni deputato deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte davanti ai territori e ai sindaci,” è il messaggio che filtra da Palazzo dei Normanni.

Il voto palese è l’arma scelta per disinnescare possibili imboscate. In un tema così sentito, il rischio che lo scrutinio segreto diventi terreno fertile per regolamenti di conti interni ai partiti è altissimo.Cronoprogramma:

La data da segnare sul calendario è oggi, 3 marzo. La Conferenza dei Capigruppo è stata convocata con un ordine del giorno che non lascia spazio a interpretazioni:

Definire la data esatta in cui il disegno di legge (DDL) verrà discusso e votato. Misurare la temperatura politica per capire se accelerare l’iter, rispondendo al pressing degli amministratori locali che attendono risposte per programmare il proprio futuro politico.

Le Ragioni del “Sì” e del “No”

Perché il terzo mandato divide così profondamente? Il dibattito non segue necessariamente i confini dei partiti, ma tocca visioni opposte della democrazia locale:

I Favorevoli, ritengono che il limite dei mandati sia una restrizione della volontà popolare. Se un sindaco lavora bene, dicono, deve avere il diritto di essere giudicato e riconfermato dagli elettori.

I Contrari, esprimono timore per la cristallizzazione del potere. Il rischio evidenziato è quello di “sindaci” che impediscono il ricambio generazionale e l’alternanza democratica.

La scelta tra voto palese e segreto sarà il vero termometro della riforma. Se dovesse prevalere la linea del segreto, l’esito diventerebbe un’incognita totale, soggetta ai malumori e alle strategie dell’ultimo minuto.