Trapani, otto provvedimenti antimafia dall’inizio dell’anno: la Prefettura rafforza la tutela dell’economia legale
TRAPANI – Prosegue l’azione di contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel sistema economico locale. Dal 1° gennaio a oggi, la Prefettura di Trapani, guidata dal prefetto Daniela Lupo, ha adottato otto provvedimenti finalizzati alla tutela dell’economia legale, che hanno portato alla definizione con esito interdittivo di dodici richieste sulla piattaforma BDNA.
Le misure adottate
Tra i provvedimenti più rilevanti figurano: una misura di prevenzione collaborativa nei confronti di un’impresa agricola di Alcamo; un diniego di iscrizione nelle white list per una ditta del settore movimento terra, anch’essa con sede ad Alcamo.
Gli altri sei provvedimenti interdittivi hanno riguardato un’associazione culturale e diverse imprese attive nei settori: panificazione, vendita di frutta e verdura, coltivazione di cereali e foraggi, allevamento di ovini e caprini. Le attività interessate hanno sede nei comuni di Trapani, Campobello di Mazara, Marsala e Mazara del Vallo.
Obiettivi: legalità, concorrenza e ordine pubblico economico
La Prefettura sottolinea che tali interventi mirano a salvaguardare l’ordine pubblico economico, garantire libera e leale concorrenza tra le imprese e assicurare il corretto funzionamento della Pubblica Amministrazione. Un’attività costante che rappresenta uno dei principali strumenti di prevenzione contro i tentativi di infiltrazione mafiosa nel tessuto produttivo.
I dati del 2025
Nel corso del 2025, la Prefettura aveva già emesso 56 provvedimenti interdittivi, che avevano determinato la chiusura con esito negativo di 70 richieste sulla piattaforma BDNA. Tra questi: due dinieghi di iscrizione nelle white list, due misure di prevenzione collaborativa riguardanti una cantina sociale e un’impresa del settore immobiliare.
Gli altri provvedimenti avevano interessato ditte attive in vari settori: servizi funerari e cimiteriali, ristorazione, costruzione di edifici, commercio all’ingrosso di frutta e verdura, allevamento e pastorizia, trasporto merci.
Le imprese coinvolte avevano sede nei comuni di Trapani, Alcamo, Calatafimi Segesta, Castelvetrano, Marsala, Mazara del Vallo e Petrosino.

Giornalista
