Trappeto, il Borgo Danilo Dolci entra tra i Luoghi dell’identità
TRAPPETO (PA) – Il Borgo Danilo Dolci di Trappeto entra ufficialmente tra i Luoghi dell’identità e della memoria (Lim) della Regione Siciliana, nella categoria dedicata alle personalità storiche e della cultura del Registro delle eredità immateriali della Sicilia (Reis). La decisione è stata approvata all’unanimità dalla commissione regionale competente, che ha riconosciuto il valore storico, sociale e pedagogico dell’opera di Danilo Dolci e del centro che ne custodisce l’eredità.
«Abbiamo fortemente sostenuto questo riconoscimento – afferma l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato – perché il Borgo Danilo Dolci rappresenta un patrimonio di straordinario valore per la Sicilia. La sua esperienza educativa, civile e culturale continua a trasmettere un messaggio attuale di partecipazione, inclusione e riscatto sociale, mantenendo viva la memoria di una figura che ha segnato profondamente la storia della nostra Isola».
Nel provvedimento di iscrizione, la commissione sottolinea «il grande valore pedagogico e di riscatto della dignità di popolo» che l’opera di Dolci ha rappresentato per la Sicilia e per l’Italia, definendola un laboratorio politico e sociale in un territorio segnato dall’oppressione culturale mafiosa.
Un luogo simbolo di educazione, ricerca e partecipazione
Fondato nel 1968 dal sociologo Danilo Dolci, il Borgo nasce come centro di formazione, ricerca e promozione culturale. Progettato dall’architetto Giorgio Stockel con la consulenza di Bruno Zevi, per decenni ha ospitato attività educative, sociali e culturali di rilievo nazionale e internazionale. Oggi il Borgo è un centro culturale attivo, dedicato alla valorizzazione del pensiero e dell’opera di Dolci. La struttura ospita: percorsi formativi, progetti educativi, attività artistiche, mostre e seminari, residenze culturali e incontri pubblici. Un luogo di dialogo e cittadinanza attiva che continua a essere uno spazio aperto alle comunità, alle scuole, alle istituzioni e al mondo della cultura, nel solco dei principi della non violenza, della partecipazione e della giustizia sociale.

Giornalista
