Ascolta Radio Amica ON LINE

Amica News

La Musica Intorno

Trappeto, la consigliera Giusi Militello sul cambio del nome della scuola: “Decisione calata dall’alto, comunità esclusa”

TRAPPETO (PA) – La consigliera comunale di opposizione Giusi Militello interviene dopo la diffusione, nella giornata di oggi, delle notizie relative al cambio di denominazione della scuola elementare storica di Trappeto. Una decisione che, secondo l’esponente di minoranza, sarebbe stata assunta senza alcun percorso partecipato e senza il necessario coinvolgimento della comunità. Militello sottolinea come la scuola elementare rappresenti un luogo identitario, profondamente radicato nella memoria collettiva del paese, e ritiene che una scelta così simbolica non possa essere comunicata ai cittadini “a cose fatte”.

🎙️ Il comunicato integrale della Consigliera Giusi Militello

“Apprendo dagli organi di stampa della decisione della giunta comunale di cambiare la storica denominazione della scuola di Trappeto, senza che vi sia stato alcun reale coinvolgimento della comunità, delle famiglie, del consiglio comunale, degli ex alunni e di tutti coloro che in quell’edificio sono cresciuti. Parliamo della prima scuola del nostro paese, un luogo che non rappresenta soltanto quattro mura o una semplice intestazione, ma un pezzo di memoria collettiva e identità storica di intere generazioni di trappetesi. Nessuno mette in discussione la figura straordinaria di Biagio Conte, il suo esempio umano e il valore del suo impegno verso gli ultimi.

Proprio per questo, una scelta così importante avrebbe meritato condivisione, confronto pubblico e partecipazione democratica, non una comunicazione calata dall’alto e appresa improvvisamente dalla stampa. Ci chiediamo inoltre perché l’amministrazione non abbia valutato di intitolare a Biagio Conte il nuovo asilo nido comunale in fase di realizzazione, una struttura nuova, simbolicamente legata alla crescita, all’accoglienza e al futuro delle nuove generazioni, evitando così di cancellare una denominazione storica profondamente radicata nella memoria del paese.

Le istituzioni dovrebbero unire la comunità, non dividere o imporre decisioni senza ascolto, ma dovrebbero rappresentare tutti, non limitarsi a “cantarsela e suonarsela” da sole, ignorando confronto, sensibilità e partecipazione democratica. La memoria storica di un paese merita rispetto tanto quanto meritano rispetto figure che hanno lasciato un segno importante nella nostra società.”