Tre giovani arrestati per rapina e lesioni aggravate a Capaci
CAPACI (PA) – I Carabinieri della Compagnia di Carini, con il supporto operativo della Compagnia di Asti, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Palermo nei confronti di tre giovani palermitani — un 20enne e due 22enni, già noti alle forze dell’ordine — ritenuti responsabili di rapina pluriaggravata e lesioni personali aggravate ai danni del titolare di un’attività commerciale di Capaci e di due suoi collaboratori.
La ricostruzione dei fatti
Il provvedimento nasce da una articolata attività investigativa condotta dai Carabinieri della Stazione di Capaci, che ha permesso di ricostruire con precisione l’azione violenta avvenuta lo scorso 17 agosto. Secondo quanto emerso dalle indagini, i tre indagati — insieme ad altri giovani in corso di identificazione — avrebbero fatto irruzione nel locale con l’intento di consumare bevande senza pagarle. Alla reazione del titolare, il gruppo avrebbe risposto con una brutale aggressione: calci, pugni e l’utilizzo di un tirapugni, che avrebbe fatto cadere a terra l’uomo. Approfittando della situazione, gli aggressori si sarebbero impossessati del portafoglio e di 700 euro, incasso della serata.
La violenza non si sarebbe fermata: alcuni familiari intervenuti in difesa del titolare sarebbero stati a loro volta aggrediti, minacciati e bersagliati con bottiglie. Un ulteriore elemento emerso dalle indagini riguarda la particolare indole intimidatoria del gruppo: gli indagati si sarebbero infatti ripresentati successivamente presso la stessa attività commerciale, minacciando i dipendenti e autodefinendosi “la mafia di Capaci”.
Le indagini e l’individuazione dei responsabili
Grazie all’analisi delle telecamere di videosorveglianza, agli accertamenti su un veicolo e al costante monitoraggio del territorio, i Carabinieri sono riusciti a identificare e rintracciare i tre giovani, ponendo fine alla loro condotta aggressiva.
Presunzione di innocenza
È doveroso sottolineare che gli indagati sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente. La loro posizione sarà valutata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo in caso di eventuale sentenza di condanna definitiva, nel pieno rispetto dei principi costituzionali di presunzione di innocenza.

Giornalista
