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Trentaquattresimo anniversario strage di Capaci, il ricordo del deputato regionale Marco Intravaia

Trentaquattro anni dopo la strage di Capaci, la Sicilia e l’Italia intera tornano a ricordare il sacrificio di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo, uccisi dalla mafia il 23 maggio 1992. Nel giorno della commemorazione, il deputato regionale Marco Intravaia, componente della Commissione Regionale Antimafia, ha voluto rendere omaggio alla memoria delle vittime e al valore civile della loro eredità.

«Sono trascorsi 34 anni dall’eccidio – afferma Intravaia – in cui morirono veri servitori dello Stato ed esempio civico per le nuove generazioni. Falcone resta un modello indelebile per tutti coloro che combattono ogni forma di criminalità organizzata, non soltanto in Sicilia». Il deputato richiama anche una delle frasi più celebri del magistrato: «Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini». Parole che, sottolinea Intravaia, «sono scolpite nella coscienza civica di tutti i siciliani onesti e rappresentano un monito per le nuove generazioni».

Intravaia ricorda come, dopo le stragi del 1992, lo Stato abbia reagito con determinazione, rafforzando strumenti investigativi e giudiziari. Tuttavia, avverte: «I continui fatti di cronaca ci dimostrano che la mafia non ha ancora piegato del tutto la testa. Per questo motivo la guardia deve restare alta e ognuno di noi deve dare il proprio contributo quotidiano nella lotta per la legalità».

Il ricordo della strage di Capaci, conclude Intravaia, non è soltanto memoria, ma responsabilità collettiva: un invito a proseguire il cammino tracciato da Falcone e da tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per un Paese più giusto.