USA: spari in campus, ucciso Charlie Kirk, attivista di destra. Trump: “Martire della verità e libertà”

Una tragedia ha scosso gli Stati Uniti: Charlie Kirk, noto attivista conservatore e fondatore di Turning Point USA, è stato ucciso nella giornata di ieri, mercoledì 10 settembre, durante un evento pubblico alla Utah Valley University, nello stato dello Utah.

Kirk, 31 anni, stava rispondendo alle domande degli studenti sotto un tendone decorato con lo slogan “The American Comeback” quando è stato colpito al collo da un proiettile sparato da circa 180 metri di distanza, presumibilmente dal tetto del Losee Center, un edificio del campus.
Il colpo ha causato il panico tra i presenti, con centinaia di studenti in fuga. Kirk è stato immediatamente soccorso, ma è deceduto poco dopo in ospedale.
Inizialmente era stato fermato un sospetto, ma le autorità hanno chiarito che non si trattava dell’autore dell’attentato. Dopo ore di confusione, l’FBI ha confermato l’arresto del presunto killer.
Le indagini proseguono per chiarire le motivazioni dietro l’attacco, che si inserisce in un clima politico già teso a meno di due mesi dalle elezioni presidenziali.
Il presidente Donald Trump ha annunciato la morte di Kirk sul social Truth, definendolo “un martire della verità e della libertà” e “amato da tutti, soprattutto da me”. Ha ordinato l’ammainamento delle bandiere a mezz’asta fino a domenica in segno di lutto nazionale.
Trump ha inoltre accusato la “retorica disumanizzante della sinistra radicale” di aver alimentato un clima di odio.
Numerosi leader politici hanno espresso il loro dolore. Giorgia Meloni ha parlato di “un omicidio atroce”, mentre Benjamin Netanyahu ha ricordato Kirk come “amico coraggioso di Israele”. Anche Joe Biden ha condannato la violenza, sottolineando che “non c’è posto nel nostro Paese per questo tipo di atti”.
Charlie Kirk lascia la moglie Erika e due figli. Era considerato una figura centrale del movimento conservatore giovanile americano, noto per i suoi dibattiti provocatori nei campus universitari e per la sua vicinanza a Donald Trump.
Il tour “American Comeback”, di cui l’evento alla UVU era la prima tappa, avrebbe dovuto toccare diverse università in tutto il Paese.
Una morte che non solo spezza una giovane vita, ma riaccende il dibattito sulla sicurezza nei campus e sulla crescente polarizzazione politica negli Stati Uniti.

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