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Catania, controlli sulla filiera ittica per tutelare i consumatori: sequestrati 450 kg di pesce e sanzioni per 15 mila euro

Catania – Fin dal mese di luglio, parallelamente alle attività di vigilanza in mare e lungo il litorale per garantire la sicurezza della balneazione e della navigazione, la Direzione Marittima di Catania ha avviato una serie di controlli mirati tra ristoranti, pescherie e mercati dei comuni costieri e pedemontani del capoluogo etneo. Un’azione programmata per tutelare la salute dei consumatori, in un periodo dell’anno in cui si registra un fisiologico incremento del consumo di prodotto ittico.

Informare e prevenire: la strategia degli ispettori pesca

L’obiettivo principale delle verifiche condotte dagli ispettori pesca è stato quello di informare e prevenire, sensibilizzando gli operatori commerciali sulla necessità di rispettare le norme che regolano la vendita del pescato. Una campagna che punta a garantire standard elevati di sicurezza alimentare, anche alla luce del crescente afflusso di turisti attratti dai percorsi enogastronomici della cucina siciliana. Nonostante alcune irregolarità riscontrate, la Direzione Marittima evidenzia una generale osservanza delle normative da parte delle attività controllate.

Irregolarità su etichettatura e pesce sotto taglia minima

Dalle ispezioni sono emerse carenze nell’etichettatura obbligatoria, in particolare riguardo l’indicazione della provenienza del pescato, elemento essenziale per la tracciabilità e la tutela del consumatore. Accertata anche la vendita di pesce sotto la taglia minima prevista dalla legge, tra cui il cosiddetto “muccu” o “neonata” di sarda e le triglie di scoglio. Si tratta di specie la cui pesca è vietata, poiché la cattura di esemplari non ancora maturi compromette la capacità riproduttiva e la conservazione dell’ecosistema marino.

Sanzioni e sequestri: 450 chili di pesce donati alle associazioni

Ai titolari delle attività commerciali sono state elevate sanzioni per circa 15.000 euro. Contestualmente, sono stati sequestrati circa 450 chili di pesce, sottoposti ai controlli dei medici veterinari dell’Asp, che ne hanno certificato l’edibilità. Il pescato, una volta dichiarato idoneo al consumo, è stato donato alle associazioni caritatevoli e di beneficenza del territorio, contribuendo a sostenere le famiglie in difficoltà.