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Catania, corriere serbo bloccato con 22 chili di cocaina nell’auto truccata

CATANIA – Un carico di cocaina da quasi due milioni di euro, blindato in un sofisticato vano a scomparsa e pronto a rifornire le piazze di spaccio della Sicilia orientale. A bloccarlo sono stati i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania, che hanno arrestato in flagranza di reato un corriere di nazionalità serba di 36 anni, intercettato nell’ambito dell’intensificazione dei servizi di contrasto ai traffici illeciti.

L’operazione è scattata nei pressi del casello autostradale di Catania–San Gregorio, in direzione del capoluogo etneo. I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno imposto l’alt a un’autovettura con targa tedesca che viaggiava verso la città. Sin dai primi minuti del controllo, il conducente ha mostrato forti segni di nervosismo e non è stato in grado di fornire ai finanzieri una spiegazione valida sui motivi della sua presenza in Italia.

L’atteggiamento sospetto dell’automobilista ha spinto le fiamme gialle a richiedere l’intervento immediato sul posto dell’unità cinofila. È stato il fiuto infallibile del pastore tedesco “Nanda” a dare la svolta definitiva al controllo, segnalando con insistenza la presenza di droga all’interno dell’abitacolo.

La successiva perquisizione ha svelato l’ingegnosità del sistema di trasporto: sotto la consolle centrale di guida e la leva del cambio era stato ricavato un vero e proprio vano segreto, frutto di pesanti modifiche strutturali al veicolo. Per accedere al nascondiglio era necessario azionare un complesso meccanismo di leve di sbloccaggio che rendeva il carico invisibile a un normale controllo visivo. Al suo interno erano stipati 20 panetti che, analizzati con i narcotest, sono risultati contenere cocaina per un peso totale di 22 chilogrammi.

I militari hanno sequestrato sia il veicolo sia il narcotico, arrestando il conducente per il reato di detenzione e trasporto di sostanze stupefacenti, aggravato dall’ingente quantitativo. L’uomo è stato condotto in carcere in attesa delle successive fasi del giudizio, ferma restando la presunzione d’innocenza fino a condanna definitiva. Secondo le stime della Guardia di Finanza, la droga sequestrata corrisponde a circa 20-25 mila dosi che, vendute al dettaglio, avrebbero generato proventi illeciti per circa 1,8 milioni di euro.