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Comiso, la Polizia di Stato esegue due misure restrittive: un 66enne e un 52enne condotti in carcere

COMISO (RG) — È nelle prime ore del mattino che gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Comiso si muovono in silenzio, dando esecuzione a due distinti provvedimenti restrittivi. Due storie diverse, due percorsi giudiziari che si incrociano nello stesso luogo: la Casa Circondariale di Ragusa, dove entrambi gli uomini sono stati condotti per scontare la pena.

Il primo arresto: una condanna che arriva da lontano

Il primo intervento riguarda un 66enne, destinatario di un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Palermo. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo era stato condannato per rapina ed estorsione in concorso, reati commessi a Vittoria nel 2014. Dopo anni di iter giudiziario, la sentenza è divenuta definitiva: ora dovrà scontare 4 anni di reclusione. Gli agenti lo hanno raggiunto nella sua abitazione e accompagnato in carcere senza incidenti.

Il secondo caso: revocati i domiciliari, scatta il trasferimento in cella

Poche ore dopo, un secondo provvedimento porta gli agenti a bussare alla porta di un 52enne italiano. Per lui la Procura della Repubblica di Ragusa ha disposto l’espiazione della pena detentiva in carcere, dopo la revoca della detenzione domiciliare. L’uomo era stato condannato per reiterate minacce aggravate, un quadro ritenuto incompatibile con la permanenza ai domiciliari. La pena residua da scontare è di 1 anno, 3 mesi e 28 giorni. Anche in questo caso, l’uomo è stato trasferito alla Casa Circondariale di Ragusa.

Due interventi, un’unica direzione: legalità e sicurezza

Le due operazioni, pur distinte, raccontano la stessa linea d’azione: una presenza costante della Polizia sul territorio, un lavoro silenzioso che assicura alla giustizia chi deve scontare una pena e che rafforza la percezione di sicurezza nella comunità comisana.