Lampedusa, sigilli al centro rifiuti: sette denunciati
LAMPEDUSA — Un’articolata offensiva a tutela dell’ecosistema delle Pelagie ha impegnato nei giorni scorsi i Carabinieri del Centro Anticrimine Natura di Agrigento e i militari della Tenenza di Lampedusa. Supportati dai tecnici dell’Arpa Sicilia, gli uomini dell’Arma hanno setacciato l’isola con un piano di controlli ambientali mirati a verificare il rispetto della normativa sulla gestione e lo smaltimento dei rifiuti. Il bilancio dell’operazione è pesante: sette persone denunciate in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Agrigento e ingenti quantitativi di scarti industriali e civili posti sotto sequestro.
Le verifiche hanno interessato sia impianti pubblici sia attività private, concentrandosi sulle modalità di raccolta e deposito, oltre che sul possesso dei titoli autorizzativi per le attività a forte impatto ambientale. Il fronte più critico è emerso proprio all’interno del centro comunale di trasferenza dei rifiuti. Qui i militari hanno bloccato e sequestrato circa 400 metri cubi di materiali accumulati a partire dal gennaio scorso. Secondo gli accertamenti, questi scarti sarebbero stati sottoposti a operazioni di miscelazione e gestione non conformi alla legge.
L’attività investigativa ha poi fatto luce sul settore privato, portando alla scoperta di un’autofficina completamente abusiva. L’attività di autoriparazione, priva di qualsiasi licenza, è stata sigillata insieme a un’autovettura, un natante e a diversi cumuli di rifiuti speciali, molti dei quali classificati come pericolosi per la salute. In un terreno privato appartenente a una società in liquidazione, infine, è stata individuata e sequestrata un’altra vettura destinata allo smaltimento illecito.
I sette soggetti deferiti dovranno rispondere, a vario titolo, di reati connessi alla raccolta e alla gestione illegale di rifiuti. L’operazione ribadisce la centralità del monitoraggio dell’Arma a salvaguardia del territorio, fermo restando che, per il principio della presunzione di innocenza, la responsabilità penale degli indagati sarà accertata solo con sentenza definitiva.

Giornalista
