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Merito, sacrifici e lotta alla mafia: l’Arma dei Carabinieri consegna le Medaglie Mauriziane e 83 encomi

PALERMO. Una giornata dedicata al valore del merito, al sacrificio quotidiano e ai grandi successi investigativi contro la criminalità organizzata. Ieri pomeriggio, a Palermo, presso la caserma “Carlo Alberto dalla Chiesa” – sede della Legione Carabinieri “Sicilia” – la suggestiva cornice della chiesa di San Giacomo dei Militari ha ospitato la solenne cerimonia di consegna delle Medaglie Mauriziane e degli encomi. I prestigiosi riconoscimenti sono stati concessi dal Comandante Generale dell’Arma, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, e dal Comandante Interregionale “Culqualber”, Generale di Corpo d’Armata Claudio Domizi.

L’evento si è aperto con il conferimento delle Medaglie Mauriziane, destinate agli ufficiali e sottufficiali che hanno raggiunto i 25 anni di meritevole carriera militare. La cerimonia è poi proseguita con la consegna di 83 encomi ai militari in servizio presso i Comandi Provinciali di Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Trapani. Tra le azioni premiate spicca l’eroico intervento a San Giuseppe Jato, dove due Carabinieri hanno sfidato le fiamme all’interno di un’abitazione riuscendo a trarre in salvo alcuni bambini intrappolati.

Sul fronte del contrasto a Cosa Nostra, il Nucleo Investigativo di Palermo ha fatto incetta di encomi solenni: prima per l’operazione “Grande Inverno”, che ha portato all’arresto di 181 affiliati ai principali mandamenti mafiosi, e poi per l’operazione “Vassoio”, culminata con la cattura del latitante Giuseppe Auteri. Premiato anche il Nucleo Radiomobile palermitano per un maxi sequestro di droga. Nelle altre province, il Comando Provinciale di Trapani è stato encomiato per l’operazione “Hesperia”, il blitz che ha smantellato i vertici dei mandamenti di Castelvetrano e Campobello di Mazara vicini al defunto boss Matteo Messina Denaro. Riconoscimenti anche ai Nuclei operativi di Agrigento e Caltanissetta, quest’ultimo premiato per aver risolto in tempi record un grave omicidio.

Prima del termine della cerimonia, il Generale Domizi ha preso la parola per sottolineare la centralità del merito nell’Arma, definendolo un punto di riferimento essenziale da oltre due secoli. Il Comandante ha ricordato che, sebbene il servizio del Carabiniere non sia orientato al mero conseguimento di una ricompensa, il pubblico attestato resta un passaggio doveroso e gratificante. Un traguardo e un orgoglio che il Generale ha voluto estendere anche alle famiglie dei militari, definite come il pilastro invisibile ma fondamentale dietro ogni successo istituzionale.