Palermo, vertice sulla sicurezza: Meloni apre alla possibilità di impiegare l’Esercito
PALERMO – Una riunione definita “cruciale” quella che si è svolta in Prefettura, dove la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi hanno presieduto il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, alla presenza del prefetto Massimo Pisani. Al centro del vertice, l’escalation criminale che negli ultimi mesi ha colpito Palermo e alcuni comuni dell’area metropolitana, con episodi di violenza, intimidazioni e racket che hanno destato forte preoccupazione.
Più agenti e nuove risorse per la sicurezza urbana
Meloni ha annunciato un significativo potenziamento delle forze dell’ordine: 90 agenti in più assegnati dal Viminale per il controllo del territorio; rinforzo delle 850 unità già destinate all’area metropolitana dal 2025 a oggi; nuove risorse per la polizia locale, individuate dal ministero dell’Interno insieme alla Prefettura. La premier ha ricordato che ai 9 milioni di euro già stanziati per Palermo e i comuni limitrofi se ne aggiungeranno altri 6, destinati a progetti di sicurezza urbana e al potenziamento dei presidi territoriali.
Videosorveglianza investigativa nelle zone più a rischio
Tra le misure annunciate, anche l’avvio della sperimentazione di impianti di videosorveglianza a fini investigativi nelle aree più sensibili della città. Le telecamere saranno gestite direttamente dalla Squadra Mobile, con l’obiettivo di prevenire e reprimere i reati, monitorando in tempo reale le zone maggiormente esposte a fenomeni criminali.
Meloni: «Lo Stato c’è. Nessun passo indietro contro il racket»
La presidente del Consiglio ha sottolineato l’importanza del lavoro congiunto tra istituzioni: «Sono segnali importanti di una capacità di fare gioco di squadra, di un’attenzione reale e costante che va ancora rafforzata. Lo Stato non lascia sole le persone per bene, quelle che ogni giorno si rimboccano le maniche per creare ricchezza e lavoro in questo territorio». Meloni ha ribadito il sostegno alle vittime delle intimidazioni mafiose e la volontà di rafforzare ulteriormente la presenza dello Stato.
L’ipotesi dell’Esercito: «Possibile impiego allo Zen»
La premier ha aperto alla possibilità di impiegare i militari dell’Esercito in operazioni congiunte con le forze di polizia, soprattutto nelle aree più delicate: «Penso allo Zen, presidio che si può garantire con le forze di Polizia ma forse anche con il coinvolgimento dei militari. Se necessario possiamo intervenire sulle norme che disciplinano Strade Sicure. Sarebbe un passo successivo per stroncare l’escalation di violenza». Una proposta che punta a rafforzare la capacità di controllo e prevenzione nelle zone più critiche della città.
Nel pomeriggio la visita al Museo del Presente
Dalle 17, Meloni ha partecipato allo svelamento della Fiat Croma sulla quale viaggiavano il giudice Giovanni Falcone e Francesca Morvillo il 23 maggio 1992, un momento dal forte valore simbolico in vista del 34° anniversario della strage di via D’Amelio. Sui social, la premier ha scritto: «Contro la criminalità organizzata nessun passo indietro. Grazie alla magistratura e alle Forze dell’ordine per aver fermato la banda dei Kalashnikov. La legalità è la strada».
Giornalista
