Santo Stefano di Camastra, 48enne ai domiciliari: indagine dei Carabinieri su presunte estorsioni legate allo spaccio di droga
SANTO STEFANO DI CAMASTRA (ME) – All’alba di oggi i Carabinieri della Compagnia di Santo Stefano di Camastra hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un 48enne palermitano, già noto alle forze dell’ordine. Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Patti su richiesta della Procura della Repubblica, riguarda i reati di estorsione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti.
L’indagine nasce dalla denuncia di un giovane pusher
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura diretta da Angelo Vittorio Cavallo, è scaturita dalla denuncia di un giovane spacciatore che avrebbe riferito di essere stato minacciato di morte per un debito legato a precedenti forniture di droga. Le indagini – avviate nel novembre 2025 e supportate da attività tecniche – avrebbero permesso di raccogliere gravi indizi a carico del 48enne, che avrebbe rivendicato un credito di circa 2.000 euro e avrebbe costretto il denunciante a riprendere l’attività di spaccio per saldare il debito.
Ricostruita una precedente collaborazione nello smercio di cocaina
Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato una pregressa collaborazione tra l’indagato e la vittima: nel maggio 2025, il 48enne avrebbe ceduto al giovane oltre 35 grammi di cocaina, per un valore stimato di circa 4.000 euro. Il pusher, però, non sarebbe riuscito a smerciare la droga a causa di un arresto avvenuto poco dopo, generando così una situazione di sopraffazione tipica degli ambienti dello spaccio, in cui l’acquirente diventa debitore e, successivamente, vittima di estorsione.
Il G.I.P.: rischio di reiterazione e inquinamento probatorio
Considerata la gravità delle condotte contestate, le modalità delle presunte minacce e il rischio di inquinamento probatorio e reiterazione del reato, il G.I.P. ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari, eseguita questa mattina.
Presunzione di innocenza e fase preliminare
Nel rispetto del diritto di cronaca e dell’interesse pubblico alla corretta informazione, si precisa che: il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari, l’indagato deve essere considerato presunto innocente fino a sentenza definitiva, il futuro giudizio, che si svolgerà nel pieno contraddittorio tra le parti davanti a un giudice terzo e imparziale, potrà anche concludersi con la prova dell’assenza di responsabilità.

Giornalista
