Sicilia: caso Galvagno, coinvolti altri componenti del governo regionale

Il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, è attualmente indagato dalla Procura di Palermo per corruzione, in un’inchiesta che coinvolge anche altri esponenti del governo regionale e collaboratori a lui vicini.
Secondo l’accusa, Galvagno avrebbe favorito l’assegnazione di fondi pubblici a due enti privati in cambio di incarichi professionali fittizi per i suoi collaboratori:
- 100.000 euro alla Fondazione Dragotto per l’evento “Un Magico Natale” a Palermo e Catania.
- 200.000 euro alla società “Puntoeacapo” per eventi natalizi e di Capodanno nel catanese.
In cambio, sarebbero stati assegnati incarichi retribuiti alla sua portavoce Sabrina De Capitani e all’addetto stampa Salvatore Pintaudi, senza che questi svolgessero effettivamente attività lavorative
L’inchiesta coinvolge anche:
- Elvira Amata, assessore regionale al Turismo, che ha ricevuto una proroga delle indagini
- Marcella Cannariato, vicepresidente della Fondazione Dragotto.
- Nuccio La Ferlita, imprenditore e organizzatore di eventi.
- Marianna Amato, dipendente della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana
Non mancano le reazioni politiche:
- L’opposizione ha chiesto che Galvagno riferisca in Aula entro l’8 luglio
- Il deputato Ismaele La Vardera ha chiesto le sue dimissioni, parlando di “sistema di favori” e “perdita dell’etica istituzionale”
- Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha espresso fiducia nella correttezza di Galvagno e auspica che le indagini chiariscano rapidamente i fatti
- Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno difeso il presidente, sostenendo la sua integrità
Galvagno ha annunciato che riferirà ufficialmente in Aula entro l’8 luglio. Ha già respinto le accuse durante un interrogatorio e si è detto “sereno” e “a disposizione della magistratura”

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