Transizione green e mobilità sostenibile: confermato il Bonus Colonnine fino al 2030. Come funziona
Sulla spinta delle nuove direttive dell’Unione Europea, il Governo accelera sul fronte della mobilità sostenibile. L’obiettivo è chiaro: incentivare la diffusione dei veicoli elettrici per abbattere i livelli di inquinamento dell’aria e centrare i target ambientali comunitari. Per superare lo scoglio dei costi iniziali delle auto a zero emissioni — storicamente superiori a quelli dei motori termici — l’esecutivo ha messo in campo un pacchetto di agevolazioni mirate.

Tra i nodi principali da sciogliere per gli automobilisti c’è senza dubbio l’infrastruttura di ricarica. Se la rete pubblica è in costante espansione, la vera svolta in termini di comodità è la ricarica domestica. Poter rifornire l’auto nel proprio garage o nel cortile condominiale durante le ore di sosta elimina l’ansia da autonomia. Tuttavia, l’acquisto e la posa di una stazione privata (wallbox) possono essere dispendiosi. Proprio per questo, il Governo ha rinnovato una delle misure più attese: il Bonus Colonnine Domestiche.

Cosa copre l’incentivo e quali sono i limiti di spesa
Il bonus è stato confermato fino al 2030, ma con un vincolo importante: l’agevolazione sarà disponibile fino a esaurimento dei fondi stanziati. Se le risorse dovessero terminare prima del 2030, la misura si chiuderà in anticipo.

L’incentivo copre l’80% delle spese totali, includendo non solo l’acquisto del dispositivo di ricarica, ma anche l’installazione e gli eventuali interventi di adeguamento dell’impianto elettrico. Sono previsti due tetti massimi di spesa:
- 1.500 euro per le abitazioni singole (privati cittadini);
- 8.000 euro in caso di installazioni sulle parti comuni di edifici condominiali.
Come presentare la domanda
Le modalità e i termini per l’invio delle istanze non sono ancora stati definiti nel dettaglio. Come per le precedenti edizioni, verrà attivata una piattaforma informatica dedicata.
Per presentare la domanda in via telematica sarà necessario autenticarsi tramite il sistema pubblico di identità digitale (SPID) o la Carta d’Identità Elettronica (CIE). Il consiglio per gli interessati è di monitorare costantemente i canali ufficiali del ministero competente per non farsi sfuggire l’apertura dello sportello e conoscere con esattezza le scadenze per la realizzazione dei lavori.

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