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Vola il Partinicaudace, i neroverdi stendono il Casteldaccia grazie alla doppietta di Olaoye e il rigore di Pulizzi

Non si ferma il Partinicaudace targato Riccardo Abbenante, i neroverdi protagonisti dell’ennesima prestazione gagliarda espugnano 3-2 il campo dell’ostica Casteldaccia. Quella di questa pomeriggio allo stadio Fiorilli di Casteldaccia, è una vittoria pesante che lancia i partinicesi nei piani alti della classifica. Un inizio cosi scoppiettante, forse, non se l’aspettava nemmeno la dirigenza stessa: in queste prime tre giornate i neroverdi hanno raccolto due vittorie e un pareggio, risultati conquistati attraverso un buon gioco.

Tornando alla sfida di questo pomeriggio, dopo una fase di stallo con le due formazioni a studiarsi, la comitiva del presidente Salvatore Montoleone al 23’pt sblocca il risultato: dagli sviluppi di calcio d’angolo, Sekkoum lascia partire un traversone che viene prima spizzato da Cinà, la sfera finisce nei piedi di Olaoye che supera il portiere con una potente conclusione sotto la traversa. Al 36’pt Sekkoum su punizione lancia lungo Olaoye che dentro l’area prima si smarca del marcatore diretto e poi con un diagonale imprendibile supera Miceli per il 2-0. 

Al 37’pt Prestigiacomo su punizione serve Mocciaro che da solo davanti a Cascione viene atterrato in area da Filì. Per l’arbitro non ci sono dubbi: espulsione per fallo da ultimo uomo per il giocatore ospite e calcio di rigore. Dal dischetto si presenta Sferuzza che si fa parare il tiro dagli undici metri, ma sulla ribattuta di Cascione si ripresenta nuovamente Sferuzza che questa non sbaglia e riapre l’incontro.

Il Partinicaudace che ha chiuso la prima frazione di gioco con l’uomo in meno, nella ripresa subisce il pari. L’azione parte al 7’st dai piedi di Sferuzza che con una gran giocata prima dribbla due difensori e poi scarta anche il portiere depositando a porta vuota il pallone del 2-2. Gli ospiti però al 18’st tornano nuovamente avanti con un rigore trasformato da Pulizzi, bravo a spiazzare Miceli. Nei minuti finali anche il Casteldaccia resta in dieci uomini per l’espulsione di Rubino.