Alcamo, la Funtanazza resta pubblica: il Libero Consorzio di Trapani revoca la privatizzazione
ALCAMO – L’immobile della Funtanazza, situato all’ingresso della Riserva naturale orientata Bosco d’Alcamo sul Monte Bonifato, non sarà affidato a privati. Il Libero Consorzio Comunale di Trapani ha infatti revocato in via definitiva la procedura negoziata senza bando che era stata avviata per l’assegnazione della struttura a un soggetto economico privato, finalizzata all’apertura di un’attività di bar-ristorante.
La decisione dell’ente provinciale, motivata da una esplicita «nuova valutazione dell’interesse pubblico», riconosce formalmente la necessità di valorizzare l’immobile come patrimonio indisponibile della collettività, orientandolo verso finalità di carattere ambientale, naturalistico e sociale.
La svolta rappresenta un traguardo storico per la Rete Funtanazza Bene Comune, il cartello di associazioni, studenti, volontari e semplici cittadini che da mesi presidiava il territorio contro l’ipotesi di privatizzazione. La revoca giunge a coronamento di una massiccia mobilitazione dal basso, supportata da oltre mille firme raccolte tramite petizione popolare e dalla formale sottoscrizione di un atto di diffida da parte delle realtà sociali del comprensorio alcamese.
Da anni, i movimenti civici si prendono cura del Monte Bonifato attraverso attività di presidio, prevenzione degli incendi e tutela attiva della riserva. Parallelamente, il tessuto associativo locale ha elaborato un percorso di co-progettazione per dare vita all’interno della struttura al Centro Popolare di Protezione ed Educazione Ambientale, un polo ideato per connettere la cura del bosco con la ricerca scientifica, la formazione ecologica, la cultura e l’impegno per la legalità.
«Questa vittoria dimostra che la partecipazione collettiva può incidere sulle scelte che riguardano il territorio – spiegano i rappresentanti della Rete –. La Funtanazza non è soltanto un immobile: rappresenta un’opportunità concreta per costruire un diverso rapporto tra comunità, istituzioni e ambiente. Non si vende, non si privatizza: si cura, si vive e si condivide».
Con l’annullamento della gara d’appalto si apre adesso una nuova fase operativa. I comitati civici hanno formalmente chiesto l’apertura immediata di un tavolo di co-progettazione che veda coinvolti il Comune di Alcamo, il Libero Consorzio Comunale di Trapani e le stesse realtà sociali del territorio, con l’obiettivo di tradurre la delibera pubblica nel progetto strategico “Monte Bonifato Bene Comune”, garantendo un presidio permanente a tutela dell’ecosistema locale.

Giornalista
