Alimena, minacciava e perseguitava i vicini di casa: applicato il braccialetto elettronico a un 61enne
ALIMENA – Denunce dettagliate messe a confronto, costanti riscontri sul territorio e ore di filmati delle telecamere passate minuziosamente al setaccio. Al termine di un lavoro investigativo paziente e meticoloso, i Carabinieri della Stazione di Alimena hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di un uomo di 61 anni, volto già noto alle forze dell’ordine, indagato per i reati di atti persecutori e minaccia aggravata.
Il provvedimento, emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Termini Imerese, ha disposto per il sessantunenne il divieto di dimora nel Comune di Alimena e il divieto di avvicinamento alle persone offese, con l’applicazione contestuale del braccialetto elettronico per monitorarne gli spostamenti.
La dolorosa vicenda ha avuto inizio lo scorso agosto e ha visto come vittime tre persone – una donna e due uomini – legate all’indagato da precedenti rapporti di amicizia e vicinato. L’attività d’indagine si è sviluppata sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Termini Imerese, diretta dal Procuratore Angelo Vittorio Antonio Cavallo, con il costante raccordo del sostituto procuratore, dottor Manfredi Lanza, consentendo di seguire passo dopo passo l’evoluzione dei fatti.
I militari dell’Arma hanno acquisito le querele e le successive integrazioni, ascoltato formalmente i testimoni, analizzato le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e verificato ogni singolo episodio segnalato. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’uomo avrebbe posto in essere condotte minacciose e persecutorie, reiterate nel tempo e tali da ingenerare nelle vittime un fondato e persistente timore per la propria incolumità, costringendole a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita.
Gli accertamenti dei Carabinieri hanno inoltre svelato un ulteriore e grave retroscena: l’indagato avrebbe esercitato forti pressioni psicologiche nei confronti delle tre vittime nel tentativo di costringerle a modificare o ritrattare le dichiarazioni già rese nell’ambito di altri procedimenti penali in cui il sessantunenne risulta coinvolto. La solidità degli elementi probatori raccolti ha permesso di delineare un quadro di stringenti esigenze cautelari, ritenuto idoneo a garantire l’immediata tutela e la sicurezza delle persone offese.
È comunque doveroso ricordare che l’indagato è, allo stato attuale, solamente indiziato di delitto, seppur in modo grave. La sua posizione giuridica sarà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in pieno ossequio al principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza.

Giornalista
