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Castellammare del Golfo, “Tra caos e palingenesi”: si chiude la personale di Andrea Leoncino tra paesaggio, memoria e identità

Castellammare del Golfo. Si è conclusa con un grande riscontro di pubblico la personale di Andrea Leoncino (nella foto), “Tra caos e palingenesi: l’anatomia del mare e della mente”, allestita per sei giorni nell’aula consiliare del Comune. Una mostra che ha attirato visitatori, critici e appassionati, colpiti dal particolare dialogo tra paesaggio mediterraneo, memoria e dimensione interiore che caratterizza la ricerca dell’artista.

Il percorso espositivo ha proposto un Mediterraneo che non è soltanto scenario, ma chiave di lettura dell’esperienza umana. Rocce, imbarcazioni, figure e paesaggi diventano strumenti per indagare temi come il conflitto, la precarietà, l’identità, la memoria e la trasformazione. Il titolo della mostra sintetizza questa tensione: il caos come disordine e fragilità, la palingenesi come rinascita e possibilità di cambiamento. Due dimensioni che nelle opere di Leoncino si intrecciano continuamente, mettendo in relazione il mondo esteriore con la profondità dell’individuo.

La Sicilia e il Mediterraneo sono presenze costanti nel lavoro dell’artista: Scopello, Pantelleria, il mare, il lavoro, la cucina, le tradizioni diventano elementi di una narrazione che supera il dato paesaggistico per confrontarsi con temi universali. Tra le opere esposte figurano “Entropia”, “Palingenesi”, “Liman”, “La morte del tonno”, “Legno in secca”, “Doppia visione”, “Il calore del silenzio”, “Kinbaku”, “Aletheia” e “Sinestesia”, insieme ad altri lavori ispirati alla cultura mediterranea.

Nato a Trapani, Andrea Leoncino è geometra e dipendente pubblico, ma coltiva da sempre la passione per la pittura. Ha esposto in numerose personali e collettive in sedi culturali di San Fedele Intelvi, Cantù, Castellammare del Golfo, Erice, San Vito Lo Capo e Alcamo. Le sue opere sono presenti e quotate in cataloghi di arte contemporanea.

Nel suo percorso espositivo, Leoncino ha presentato i propri lavori anche accanto a quelli di maestri come Bruno Porro, Ernesto Treccani e Piero Gauli, artisti legati al movimento “Corrente”, nato a Milano nel 1938 attorno alla rivista “Corrente di vita giovanile”. Il movimento riunì artisti e intellettuali alla ricerca di un nuovo linguaggio espressivo, aperto alla cultura europea e in contrasto con il conformismo dell’arte ufficiale dell’epoca. Tra i protagonisti figuravano Renato Birolli, Bruno Cassinari, Aligi Sassu, Renato Guttuso, Giuseppe Migneco, Piero Gauli ed Ernesto Treccani.

La mostra di Castellammare del Golfo si chiude dunque con un bilancio positivo, confermando l’interesse del pubblico per un percorso artistico che unisce territorio, memoria e profondità emotiva, e che continua a crescere nel panorama contemporaneo.