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Cinisi intitola una via a Felicia Bartolotta Impastato: “Un atto dovuto alla sua memoria e al suo coraggio”

CINISI – Una giornata storica ed emozionante per la comunità di Cinisi, che ha celebrato la figura di una donna straordinaria intitolandole ufficialmente una strada del paese. Da oggi, Via Felicia Bartolotta Impastato rappresenta un presidio indelebile di memoria, verità e riscatto contro ogni forma di sopraffazione mafiosa.

Mamma di Peppino Impastato, Felicia Bartolotta è stata un simbolo inestimabile di dignità e resistenza civile. Dopo l’assassinio del figlio per mano della mafia nel 1978, in un contesto storico in cui la rottura del silenzio richiedeva un coraggio fuori dal comune, la donna trasformò un dolore incalcolabile in una tenace battaglia per la giustizia. Apriva la porta di casa sua ai giovani di tutta Italia per raccontare la storia di Peppino, diventando una guida per intere generazioni.

Particolarmente toccante è stato il commento della Sindaca di Cinisi, Vera Abbate, che ha sottolineato il valore profondo di questa intitolazione:

“Da donna, prima ancora che da sindaca, sento profondamente il valore della sua storia. Intitolarle una strada a Cinisi era un atto dovuto. Felicia seppe rompere il silenzio e schierarsi apertamente contro la mafia. Intitolare una strada significa scegliere quale memoria consegnare al futuro. E oggi Cinisi consegna al futuro il nome di Felicia, perché continui a indicarci la strada della verità, della giustizia e del coraggio.”

La cerimonia ha preso il via con le note dell’Inno di Mameli, interpretato dalla giovane Francesca Mangiapane, dando il via a un momento di forte condivisione istituzionale e popolare.

Presenti i familiari di Peppino, Giovanni e Luisa Impastato, insieme alle principali realtà antimafia e associative del territorio: Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, l’Associazione Peppino Impastato, il Centro Siciliano di Documentazione Giuseppe Impastato, Libera e l’Associazione Musica e Cultura. Durante l’evento sono intervenuti con riflessioni di grande spessore Luisa Impastato, Umberto Santino e Carlo Bommarito.

Nutrita anche la presenza delle autorità e della società civile: le Forze dell’Ordine (Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale), i parroci padre Antonio Ortoleva e padre Antonio Chimenti, insieme a sindaci e amministratori dei comuni limitrofi di Terrasini, Carini, Montelepre e Isola delle Femmine. Presenti inoltre la Presidente del Consiglio Comunale Antonella Candido, assessori e consiglieri comunali, affiancati dal contributo delle associazioni locali come Auser Cinisi, Ali C’è, Paolo La Rosa e Pro Loco 2.0.

La giornata è stata anche l’occasione per valorizzare il principio della continuità amministrativa e del lavoro di squadra. La Sindaca Abbate ha voluto riconoscere pubblicamente l’operato della precedente amministrazione che avviò il percorso: l’ex sindaco Gianni Palazzolo, l’ex vicesindaco Aldo Ruffino e l’ex assessora ai Lavori Pubblici Salvina Di Maggio. Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche a Michele Giaimo, Francesca La Fata e all’onorevole Toto Cordaro per il fondamentale contributo nell’intercettare i finanziamenti necessari.

“Le amministrazioni cambiano, ma il lavoro fatto per il paese appartiene alla comunità e va riconosciuto”, ha evidenziato la Sindaca, estendendo la gratitudine al segretario generale Cristofaro Ricupati, ai tecnici e ai dipendenti comunali — tra cui l’architetto Giovanni Cavataio, il geometra Vincenzo Evola e Maria Concetta Biundo —, all’impresa e alle maestranze che hanno reso concreta l’opera.

Da oggi, chiunque percorrerà quella strada leggerà una targa e un nome: Felicia Bartolotta Impastato. Un segnale tangibile di come la memoria possa farsi strada, giorno dopo giorno, nel cuore della vita quotidiana di una comunità.